{{IMG_SX}}Caserta, 27 ottobre 2007 - Con il Governatore di Bankitalia Mario Draghi "c'è una grande sintonia di cultura di fondo". È il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, a rispondere così ai giornalisti che gli chiedono un commento, al suo arrivo al Forum della Piccola industria in corso a Caserta, sulle dichiarazioni di Draghi in merito ai salari troppo bassi.

Per Montezemolo si tratta di "un fatto molto importante, di cultura del cambiamento, del merito, della flessibilità e della modernizzazione".

 

GOVERNO E CRAVATTE

"Questo governo non è in grado neanche di tagliare le cravatte di due centimetri. Non è in grado di tagliare nulla. Non c'è coesione. Ma abbiamo bisogno che il governo governi, che prenda delle decisioni, qualsiasi esse siano", è l'attacco del presidente di Confindustria, che invita la classe politca a prendere decisioni e poi avverte che il Paese '"non è governato. Da 12 anni e'impossibile prendere decisioni di fondo"

 

NO A GRILLO E BRAMBILLA

"Non sono contento di un paese che vede il proprio futuro politico con la Brambilla e con Grillo", dice ancora il presidente di Confindustria esprimendo così la sua insoddisfazione sul dibattito politico dal palco del Forum della 'Piccola industrià. "Non mi sta bene, non ci sta bene", scandisce Montezemolo.
"Abbiamo il diritto di chiedere -prosegue- una politica forte, autorevole, una classe dirigente che sia in grado di pensare al futuro del paese e non solo alle elezioni del prossimo mese, come se fosse il modo di risolvere i problemi".

BACCHETTATA ALL'OPPOSIZIONE

Proprio la «continua campagna elettorale» con cui si confronta il paese dal 2004 è stata bocciata da Montezemolo. Che non ha esitato a chiamare in causa l'opposizione.
"Io vorrei chiedere, con rispetto, all'opposizione di questo paese, dopo che è stato al governo 5 anni, cosa intende fare per il futuro- ha affermato il leader degli industriali- Perchè bisogna ricordare che a Bari nel 2004 ci fu detto che entro il 2006 l'Irap sarebbe stata azzerata e a Caserta che ci sarebbe stato un intervento sulla pressione fiscale. Ora, dal centrodestra -ha proseguito- l'Irap non è stata neppure sfiorata, e attendiamo di sapere dal centrosinistra cosa si intende fare per alleviare il peso fiscale insopportabile per il paese".

 

SALARI E INFLAZIONE

"Non si può dire - ha proseguito - che i risultati economici delle imprese industriali non siano stati in questi anni condivisi con i lavoratori e infatti le retribuzioni reali di fatto sono aumentate più dell'inflazione".
"Noi che -ha proseguito- consideriamo fondamentale il ruolo dei nostri collaboratori, siamo stati i primi a segnalare il problema di salari oggettivamente bassi rispetto al costo che sopportano le aziende. La differenza tra quanto un lavoratore costa alle aziende e il suo salario netto è abissale per effetto di tasse e contributi troppo alti. Tasse e contributi che spesso vengono anche spesi male".

 
In generale, il leader di Confindustria ha detto che "l'ottica non è quella di scavalcare il sindacato: il contratto nazionale rimane il vero punto di riferimento, ma non basta. Bisogna che cominciamo a premiare i migliori: occorre valorizzare chi lavora, il lavoro, la produzione".

 

VOTO? PRIMA LA LEGGE ELETTORALE

 Prima di andare al voto bisogna procedere con una riforma della legge elettorale. Il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, intervenendo al Forum della Piccola industria di Caserta, rilancia con forza l'invito alla classe politica di procedere con le riforme e dice no "a una riforma elettorale alla amatriciana".


"Non è un bello spettacolo - spiega Montezemolo - quello che la politica italiana sta dando in questi giorni. E non sarebbe una bella prospettiva quella di tornare al voto condannato il Paese ad un altro periodo incerto e confuso, chiunque fosse il vincitore. Cambiamenti e riforme sono possibili, se si vuole anche in tempi brevi. Ma dobbiamo uscire dall'idea, ricorrente negli anni della prima e della seconda Repubblica, che ogni volta sia meglio andare a nuove elezioni senza affrontare i veri problemi invece che attuare le grandi riforme".