{{IMG_SX}}MILANO, 14 giugno 2007 - RISERVATA, ma alla mano. Maria Antonietta Berlusconi, sorella dell’ex primo ministro, racconta la sua famiglia, mentre ci guida attraverso le sale della sua scuola da ballo, “Principessa dancing school”, nata nel 2001.

 «E’ cresciuta velocemente la mia scuola, che ha i migliori insegnanti, di classica, di flamenco, di tango argentino... . Ora ha più di mille iscritti». Bambine in tutù dai quattro anni in su, adulti che fanno una vita normale, ma anche vip che vengono qui per tenersi in forma. Tra questi, Michelle Hunziker, Emilio Fede, che fa pilates, il duo Paola e Chiara, Victoria Cabello di Mtv. Persino Roberto Bolle, il primo ballerino della Scala «è passato da qui a fare girotonic», ci dice la direttrice della scuola Maria Antonietta Leoni.

“Principessa” è spolverata qua e là dai tocchi di colore delle composizioni floreali che «vengono dal giardiniere di Arcore. Mio fratello Silvio conosce tutti i nomi dei fiori e delle foglie. Ha sempre avuto questa passione», ci dice la signora Berlusconi che abita vicino a mamma Rosa.

 

«Con mia madre ho un rapporto profondissimo. Ha novantasei anni ma è ancora arzilla. Ha fatto una vita di lavoro. In tempo di guerra, da Como, dove eravamo sfollati, veniva a lavorare tutti i giorni a Milano, alla Pirelli». Maria Antonietta Berlusconi è nata proprio negli anni della Guerra, a Como. Lo scorso 9 giugno ha compiuto sessantaquattro anni.


Gli anni della sua infanzia e giovinezza?
«Molto belli, intensi. Mi ricordo che portavo sempre con me il mio fratellino Paolo, che era il mio bambolotto. Silvio, che ha ereditato il nome dal fratello di mio padre, morto giovane, studiava ai Salesiani. Era bravissimo in tutte le materie. E’ stato sempre il migliore. Anche all’Università. La sua tesi sulla pubblicità è risultata la più interessante».


Da piccola che rapporto aveva con Silvio?
«Lui era il grande. Io l’ho sempre sentito tale. Abbiamo sette anni di differenza. Ma allora sembravano anche di più. Ero minuta e vivace. Una vera monella. Silvio era un ragazzo straordinario. Mia madre non gli ha mai dato una lira. Già a quattordici anni se la cavava da solo. Pur essendo bravissimo a scuola trovava il tempo per lavorare. Già allora era molto intraprendente. C’era il periodo in cui vendeva cornici, il periodo in cui vendeva spazzole. E poi mille altre cose. Poi è stato anche sulle navi a cantare. Quando tornava a casa, ci portava sempre dei regalini. E’ sempre stato generoso. Una volta sulla nave riuscì a racimolare un milione di lire grazie alle sue esibizioni canore. Ma tornò a casa senza soldi. Fece a mia madre: ‘Mamma quei soldi mi avrebbero fatto comodo ma ho preferito donarli a un sacerdote che era a bordo con noi. Poverino, a lui serviranno per la sua gente’. Mio fratello continua a fare molta beneficenza ma questo non viene detto per sua volontà. A proposito, sa che canta ancora in privato? E’ nato con una grande musicalità».


Da ragazzo l’ex premier non ha mai espresso interesse per la politica?
«Sì. Credo che amasse la politica fin d’allora ma mio papà non voleva che i suoi figli si occupassero di politica. Silvio era superindaffarato. E’ sempre stato iperattivo».


Il rapporto coi vostri genitori?
«Abbiamo avuto sempre un gran rispetto per i nostri genitori che non abbiamo mai sentito litigare. E’ stata davvero una coppia felice. Si sono conosciuti a Milano sul tram mentre andavano a lavorare. Mia mamma lavorava in centro alle Messaggerie Musicali».


Dove andavate in vacanza da piccoli?
«Spesso a Bordighera. Più avanti negli anni andavamo a Miramare, Moena e Bormio. Le vacanze con la famiglia duravano un mese e si facevano in agosto. Mia madre non ci ha mai spedito in colonia».


Che cosa le dice Silvio della sua scuola di ballo?
«Ci segue con attenzione e viene sempre a vedere i nostri saggi di fine anno. Ma non è ancora riuscito a venire a vedere la scuola. Ha così tanti impegni...».


Cos’è stata per lei la danza?
«Con Principessa dancing school ho realizzato il mio sogno. Da ragazza ho studiato danza classica. E’ stata mia mamma a mandarmi perché ero chiusa di carattere. Mi sono subito appassionata. Ho studiato dai quindici ai venticinque anni. Ho fatto saggi al teatro delle Erbe e anche al Piccolo. L’ultimo l’ho fatto al Teatro Lirico a 25 anni: ero solista nel balletto Notturno di Martucci. Per il saggio ho rimandato il matrimonio. Avrei continuato a ballare anche dopo il matrimonio se non fossi rimasta incinta».


Lei ha studiato danza mentre i suoi fratelli, Silvio e Paolo hanno studiato pianoforte.
«In realtà anch’io ho studiato pianoforte, ma ho le mani troppo piccole. Non ero brava come loro».


Signora Maria Antonietta, sento che la chiamano Etta....
«Ha iniziato a chiamarmi così da piccolo mio fratello Paolo, che non riusciva a pronunciare correttamente il mio nome. Da allora sono Etta per tutti. Paolo da piccolo me lo vedo davanti... Era bellissimo. E pensare che anche lui adesso è diventato nonno. Ha tre nipoti. Jodie è nato nel 2004. Mi ero appena ripresa dalla malattia. Il 18 novembre del 2003 sono stata operata al cervello al San Raffaele, in seguito a un brutto ictus. Mi è andata bene. E’ stato un miracolo. Sono molto credente, come del resto tutta la mia famiglia. Crediamo in Gesù, nella Madonna. E in Padre Pio. Nella nostra famiglia ci sono molte suore e sacerdoti. Ci sono molti religiosi anche in quella di mio marito, che è cugino della santa Beretta Molla».


Un bilancio della sua vita.
«Sono stata fortunata ma anch’io ho avuto dei dispiaceri. Poco dopo il matrimonio ho avuto due aborti. Poi a fatica sono riuscita ad avere Sabrina, la primogenita. Sabrina Maria Pia. L’ho chiamata anche Pia perché è stato davvero un parto difficile. Non riuscivo a rimanere incinta. Allora sono andata a Loreto dalla Madonna nera a chiedere una grazia. Adesso Sabrina è vicedirettrice della scuola. Balla modern jazz. Poi nel ’75 ho avuto il secondo figlio, Paolo. Volevo chiamarlo come il mio Paolino. Quando nell’80 è nato il mio ultimo figlio, mio papà mi ha consigliato di chiamarlo Silvio per non fare un torto a mio fratello. Paolo lavora a Mediaset. Si occupa del settore sportivo. Mentre Silvio deve iniziare a lavorare a settembre».