{{IMG_SX}}Modena, 12 settembre 2007 - DOPO il ‘funeral show’ nel Duomo di Modena, con le Frecce tricolori, le lacrime, gli applausi attorno alla bara bianca e il dolore planetario, il tormentone che si alimenta di giorno in giorno sul maestro Luciano Pavarotti punta dritto al giallo dei due testamenti. E a un’eredità valutata 200 milioni di euro. C’è quello ‘americano’, siglato un anno fa quando il tenore si sottopose al primo intervento chirurgico per il tumore al pancreas, e c’è il secondo, in sostanza un’integrazione del primo, che avrebbe virato l’eredità verso le quattro figlie — compresa la piccola Alice —, la sorella, e gli amici storici. Dunque un po’ meno a Nicoletta e un po’ di più all’entourage anche familiare, che faceva capo ad Adua Veroni, la prima consorte.

 



E’ LA CONFERMA, avverte qualcuno, del riavvicinamento del tenore alla donna con cui ha condiviso 35 anni e da cui ha avuto tre figlie: Giuliana, Cristina e Lorenza. A loro, più Alice, attraverso il testamento bis, firmato nella villa di Pesaro a fine luglio, il Maestro avrebbe lasciato il 50% dei suoi beni, dividendo il tesoro che restava con un 25% a Nicoletta — più le royalties sulle incisioni e lo sfruttamento dell’immagine televisiva — e l’altro 25% distribuito fra la sorella Lella, gli amici di una vita e collaboratori. E fra questi ci sarebbe il fido Tino, il peruviano che conosce tutti i suoi segreti.



MA INTANTO proprio sui tumultuosi "si dice" attorno al patrimonio pavarottiano, le tre figlie chiedono di non esagerare. In una lettera aperta affidata al Tg1 dicono: "Stanno uscendo notizie false e odiose illazioni che ci coinvolgono. Questo ci provoca amarezza. L’Italia che ha reso omaggio a nostro padre ha dato una grande lezione di stile. Sarebbe bello se anche quella parte della stampa che sente il bisogno di speculare su liti presunte, fantasmagorici patrimoni e testamenti a noi sconosciuti ne facesse tesoro".
E ancora una volta le figlie del Maestro dimostrano grande dignità. "La morte di papà è stata per noi uno strappo lacerante. Ad addolcirlo hanno contribuito le manifestazioni di amore e di rispetto giunte da ogni parte del mondo".

 

E MENTRE il gossip che indaga su presunti rapporti tesi fra Nicoletta e il Maestro si sbizzarrisce, filtra un altro scampolo di notizia notarile: la villa di Santa Maria di Mugnano dove il Maestro si è congedato dal mondo, il famoso "nido d’amore", sarebbe stato lasciato alle figlie e non a Nicoletta. Vero? Falso? Il notaio Luciano Buonanno di Pesaro, che a tu per tu ha modificato il primo testamento, non conferma. "Sì qualcosa abbiamo cambiato", dice. E sul contenuto lì si ferma, costretto dall’etica professionale.
Ma le voci corrono e qualcuno degli amici incardinati nel partito pro Adua, qualcosa si lascia sfuggire. Anche la piscina della villa sarebbe stata lasciata alle figlie, mentre il ristorante Europa 92 e lo splendido parco che una volta ospitava il circolo ippico del Pavarotti and Friends sarebbe rimasto a Nicoletta. A lei sarebbe toccato anche l’appartamento di Central Park a New York.



DA PESARO, intanto il notaio della Voce d’Italia spiega i passaggi tecnici. "Ho già spedito l’avviso a tutti gli interessati al testamento e non appena uno di loro lo chiederà, sarà formalmente aperto". Poi racconta quando fu modificato il documento bis. "Ci siamo incontrati con il Maestro nella sua villa di Pesaro. Il testamento pubblico mi è stato consegnato il 29 luglio, una domenica mattina. Pavarotti era a letto, non riusciva ormai più ad alzarsi, ma era lucido. Ho sbrigato le formalità di legge e poi l’ho depositato nella mia cassaforte. Nicoletta in quel momento non c’era. Era al mare con la piccola Alice". "Ma non eravamo soli — dice il notaio — nel senso che in casa c’erano i custodi cingalesi, gli infermieri, un medico e il segretario". Qualche giorno dopo le condizioni di Big Luciano cominciarono a peggiorare. Tornò a Modena, fu ricoverato in ospedale dove rimase fino al 25 agosto. Il resto è cronaca di questi giorni.
Adua, la prima moglie, conosce gli ultimi risvolti? Più sì che no. In Duomo non ha mai incrociato lo sguardo di Nicoletta. Entrambe sono rimaste chiuse nel rispettivo, composto silenzio.


MA NEI MESI scorsi, anche con la mediazione di un’amica di famiglia, Adua aveva incontrato Luciano almeno tre volte. Successe nella villa di Saliceta, dove lei continua ad abitare. E fu il riavvicinamento, il loro piccolo segreto che filtra solo ora. Esploderanno tensioni? Le figlie negano ma i pavarottiani della prima ora, che non hanno mai legato con Nicoletta, dicono di sì. D’altra parte, quando scompare un Grande con una "famiglia allargata" come questa è inevitabile che a bara chiusa e a testamento aperto affiorino lacerazioni e vecchie ruggini. Il bello — o il brutto, dice qualcuno — deve ancora venire.
(ha collaborato Roberto Damiani)