Tokyo, 24 luglio 2021 - La prima medaglia d'oro dell'Italia alle Olimpiadi di Tokyo 2020 brilla sul petto di Vito Dell'Aquila. Il trionfo del ragazzo classe 2000 da Mesagne, comune nella provincia di Brindisi, è una favola fantastica da raccontare, una festa incredibile non solo per il taekwondo azzurro, ma per tutto lo sport italiano che in questi trentaduesimi Giochi Olimpici punta al record. E se il buondì si vede dal mattina, tutto è davvero possibile...

Nella finalissima Dell'Aquila ha battuto il tunisino Jendoubi, chiudendo in bellezza un percorso al torneo di taekwondo che lo ha visto battere in serie l'ungherese Salim, il thailandese Sawekwiharee e in semifinale l'argentino Guzman. Quattro successi prima di una finale della categoria -58 kg che si è chiusa come meglio non si poteva, consegnando a Vito Dell'Aquila un posto nella storia dello sport italiano.

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La dedica al nonno

"Questo oro è dedicato a mio nonno, che non c'è più da un mese e stasera mi guardava da lassù: ero certo che avrei vinto", sono le sue prime parole. Un successo applaudito dalla  sottosegretaria allo Sport Valentina Vezzali, che gli ha stretto la mano dagli spalti e gli ha gridato: "Mi auguro che sia la prima di tante. Complimenti, bravissimo". E lui: "Grazie campionessa - ha risposo - tu sei abituata a vincere medaglie".

Giovanissimo e vaccinato, ripete convinto l'appello ai coetanei: "Mi sono vaccinato dal Covid per venire a Tokyo a prendermi un oro olimpico -dice - Sono sincero, io avevo un motivo in più. Ma aderisco molto volentieri alla campagna lanciata dal presidente del Coni, Malagò, per promuovere la vaccinazione: è giusto che lo facciano tutti". 

Chi è Vito Dell'Aquila

Vito Dell'Aquila nasce in Puglia, nel comune di Mesagne, il 3 novembre del 2000. La passione per il taekwondo nasce prestissimo, all'età di 8 anni. Il primo contatto con una palestra dove si insegna questa arte marziale avviene grazie al padre. Vito Dell'Aquila entra nella palestra del maestro Roberto Baglivo, un luogo dal quale sono passati campioni di taekwondo come Carlo Molfetta, attuale team manager della nazionale italiana di taekwondo, campione olimpico a Londra 2012 e anche lui nativo di Mesagne. "Inizialmente era per me un gioco - aveva detto Dell'Aquila in un'intervista prima delle Olimpiadi - Andavo in palestra e riuscivo a stare con i miei coetanei, evitando di stare a casa e annoiarmi. Raggiunti i primi risultati, il taekwondo è diventata una passione e un lavoro che affronto lavorando duramente".

Dagli esordi all'oro alle Olimpiadi

Dall'esordio internazionale in Austria sono passati oltre 12 anni. Vito Dell'Aquila in quella occasione vinse subito la medaglia d'oro, quando stretta attorno alla vita aveva ancora la cintura gialla. Poi un'escalation di risultati, arrivati sempre grazie al lavoro. Scalate tutte le categorie, Dell'Aquila ha messo al sicuro la qualificazioni per le Olimpiadi vincendo l'Europeo Senior a Bari, nella sua Puglia: "Un ricordo stupendo, un'esperienza indimenticabile" disse Dell'Aquila dopo il titolo. Un altro titolo importantissimo messo in bacheca è stato quello dell'ultimo Grand Prix di Mosca, quando Dell'Aquila si prese lo scalpo del coreano Jun Jang, numero 1 del ranking mondiale.

Vito Dell'Aquila fa parte della squadra dell'Arma dei Carabinieri. Nel cassetto dei sogni c'era la partecipazione alle Olimpiadi. Al primo colpo è arrivata addirittura la medaglia d'oro. Un sogno realizzato, come quello di continuare a studiare e laurearsi per diventare un giornalista e poter scrivere di taekwondo. "In generale vorrei essere un esempio per le nuove generazioni" confessò il 20enne. Obiettivo raggiunto, campione!