Mi chiedono di salutare Tokyo e questa complicata ma bellissima Olimpiade mettendo in fila le cinque emozioni azzurre più grandi. Fosse facile! Non c’erano mai stati, in 125 anni di storia a cinque cerchi, Giochi così... italiani. Ci proverò, invocando perdono per errori ed omissioni.

La cerimonia di chiusura dei Giochi

La notte

Non era mai accaduto, immagino non accadrà più. Le tenebre dello stadio olimpico squarciate da un urlo doppio che riempiva il silenzio. Gimbo Tamberi oro nell’alto, al grido di “scusate il ritardo”. Marcellino pane e vino Jacobs erede di Bolt sui 100 metri. Tutto in una manciata di minuti, l’1 agosto 2021. Un nuovo grande miracolo italiano.

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In quell'abbraccio c'è tutto: Marcell e Gimbo fratelli d'Italia

Il primo

Il sommarsi degli eventi mediaticamente danneggia chi ha rotto il ghiaccio e non è giusto. All’alba della Olimpiade, quando ancora eravamo tutti terrorizzati dall’incubo Covid, un ragazzo del sud venne a farci coraggio prendendo a calci gli avversari nel taekwondo. Vito Dell’Aquila, primo squillo azzurro a Tokyo. Simbolo, anche, di un Paese con risorse nascoste: penso all’arco, al sollevamento pesi, ai pesi leggeri delle canottiere, ai catamarani in versione mista, al karate.

Vito Dell'Aquila (Ansa)

Il nuovo

A proposito di karate. A Tokyo debuttavano nel programma quattro sport nuovi. Lo skateboard dei bambini, il surf e l’arrampicata dei Millenials, infine la rigorosa cultura dei karateki. Beh, siamo andati a medaglia con Busà il siciliano e con la genovese Bottaro. A dimostrazione che sappiamo fare proprio tutto.

Viviana Bottaro (Ansa)

In acqua

Fede si è congedata con una strabiliante quinta finale nei 200 stile libero, una roba alla Phelps. E il nipote di Nettuno, alias Gregorio Paltrinieri, ha nuotato tra vasca e mare battendo anche la mononucleosi. Non ha preso l’oro, ma due medaglie sì. E pensare che poteva mettersi in mutua.

Gregorio Paltrinieri (Ansa)

Fab four

Poveri sudditi di Sua Maestà Elisabetta II. Loro sono fermi ai Beatles. Invece i Fantastici Quattro del presente ce li abbiamo noi. Patta-Jacobs-Desalu-Tortu: gli eroi di una staffetta veloce che in fondo racchiude il vero senso di questa Olimpiade. Si, grazie: siamo italiani.

Lorenzo Patta, Lamont Marcell Jacobs, Eseosa Fostine Desalu e Filippo Tortu (Ansa)

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