Gli oltre 2.200 metri di altitudine di Città del Messico favorirono, grazie all’aria più rarefatta, diversi record del mondo nell’atletica: indimenticabili quelli dei 100 metri (Hines 9“95), 200 (Smith 19“83), 400 (Evans 43“86), 800 (Doubell 1’44“40), 400 ostacoli (Hemery 48“12), del salto in lungo (Beamon 8,90) e del triplo (Sanaev, 17,39.

Ma a spingere verso questi primati fu anche l’utilizzo di un fondo sintetico sulla pista di atletica, il tartan, tale da restituire parte della spinta degli atleti grazie alla sua indeformabilità. E l’atletica all’improvviso entrò in una nuova era.