Thomas Bach, presidente del Cio
Thomas Bach, presidente del Cio

Milano, 22 marzo 2020 - L'inevitabile si avvicina sempre di più. Già, perché il destino delle Olimpiadi di Tokyo 2020 sembra ormai segnato: il rinvio diventa di giorno in giorno l'ipotesi sempre più probabile, vicina a diventare certezza. Entro quattro settimane la decisione definitiva del Cio, che si sta ormai arrendendo all'evidenza dei fatti, come emerso nella videoconferenza tenutasi oggi. Disputare i Giochi seguendo il programma originale (cerimonia d'apertura fissata per il 24 luglio, mentre quella di chiusura per il 9 agosto) è praticamente impossibile, alla luce dell'epidemia Coronavirus. "Le vite umane hanno la precedenza su tutto, compreso il periodo in cui andranno in scena i Giochi", ha detto Thomas Bach, presidente del Cio.

L'intenzione comunque è quella di provare comunque a non andare oltre il 2020 per ovvie ragioni economiche. Questo se il virus lo permetterà. Altrimenti la manifestazione a cinque cerchi scalerà al 2021 (come già avvenuto agli Europei di calcio) o addirittura al 2022, mentre la cancellazione non rientra nei piani del Cio, che ha tenuto a precisarlo nel comunicato stampa divulgato. Non si ripeterà insomma quanto successo con le Olimpiadi del 1916, 1940 e 1944, saltate a causa delle guerre.