Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi (Ansa)
Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi (Ansa)

Tokyo, 1 agosto 2021 - Io c’ero. E non saremo in tanti a poterlo dire, sempre per colpa della fottuta pandemia. Io c’ero e ho visto e qui confermo. C’era tutto, in un abbraccio. Quello che si sono scambiati Gimbo Tamberi e Marcell Jacobs qui a Tokyo, nel cuore dello stadio olimpico, al culmine di una delle notti più grandi, se non addirittura la più grande in assoluto, nella storia dello sport italiano.

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Tutto in un abbraccio. Due ori olimpici nell’atletica leggera. Salto in alto e 100 metri. In cinque minuti! L’immaginazione al potere. È italiano l’erede di Usain Bolt, è Marcellino pane e vino e abita dalle parti di Desenzano. Mentre il Dio delle competizioni si è incaricato di restituire a Tamberi quanto gli aveva sottratto nel 2016, mandandolo all’ospedale a pochi giorni dalla Olimpiade di Rio.

Tutto in un abbraccio. Un’Italia moderna, solare, allegra, inclusiva. A questo serve lo sport, a questo serve l’Olimpiade. A questo servono Marcell Jacobs e Gimbo Tamberi, campioni per sempre. E fratelli d’Italia, si capisce.

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