La mamma di Marcell Viviana Masini con la compagna dell’atleta Nicole Daza
La mamma di Marcell Viviana Masini con la compagna dell’atleta Nicole Daza
In un torrido pomeriggio di agosto Desenzano del Garda e i suoi oltre 28mila abitanti si ritrovano a gioire e a gridare a gran voce solo un nome: Marcell Jacobs. Il Re della velocità incanta tutti e raccoglie i sacrifici di una vita. L’entusiasmo e la gioia lasciano spazio alla gratitudine e alle sue più disparate manifestazioni. "Grazie Marcell, oro Olimpico orgoglio di Desenzano" recita uno dei cartelli apparsi nel comune lombardo dove Jacobs è cresciuto. Guido Malinverno, primo cittadino...

In un torrido pomeriggio di agosto Desenzano del Garda e i suoi oltre 28mila abitanti si ritrovano a gioire e a gridare a gran voce solo un nome: Marcell Jacobs. Il Re della velocità incanta tutti e raccoglie i sacrifici di una vita. L’entusiasmo e la gioia lasciano spazio alla gratitudine e alle sue più disparate manifestazioni. "Grazie Marcell, oro Olimpico orgoglio di Desenzano" recita uno dei cartelli apparsi nel comune lombardo dove Jacobs è cresciuto.

Guido Malinverno, primo cittadino della città è dello stesso avviso, il 26enne va solo celebrato: "Grazie Marcel, Desenzano ti è grata". A "casa Jacobs", invece, c’è spazio solo per una gioia incontenibile: come succede davanti alle partite dell’Italia, parenti e amici del velocista si sono riuniti in un luogo topico, l’hotel di mamma Viviana Masini.

All’arrivo esplode la festa, i cari di Jacobs si lasciano andare ad abbracci liberatori proprio mentre Jacobs abbraccia Tamberi. "Come sto? Siamo felicissimi – dice la madre - mio figlio ha vinto una medaglia d’oro alle Olimpiadi! Era un desiderio che avevo nel cuore per mio figlio di arrivare a questi livelli, ma sinceramente così no, non me l’aspettavo.

È riuscito a raggiungere il suo sogno, se lo merita dopo tanti sacrifici e una vita tortuosa, con tante difficoltà".

Questa vittoria è anche un po’ di Viviana. A 18 anni sposò il padre di Jacobs e andò a vivere in America, poi il divorzio e il ritorno in Italia quando ha dovuto crescere da sola il velocista che intanto sperimentava tutti gli sport e passava diverso tempo con nonni e zii.

Proprio al nonno, che non c’è più, Marcell ha dedicato la vittoria dell’oro a Tokyo 2020. Perché prima di essere un grande campione è un grande uomo. Su consiglio della sua mental coach Nicoletta Romanazzi ha riallacciato il rapporto con il padre perché anche lui è un genitore.

Va veloce pure lì: 26 anni e tre figli che insieme alla compagna Nicole sono un’altra certezza, un punto fermo da cui parte, gara dopo gara. La famiglia e le sue solide radici sono forse il segreto di quella forza interiore e di quella calma che gli hanno consentito di fare l’impresa della vita, sapendo che per loro, come aveva detto alla vigilia Nicole, è "il nostro numero uno". Ora, il nome di Jacobs è lì nell’olimpo dell’atletica come Bolt. La sua prima fan, la mamma, ne è sicura: "Da piccolo gli dicevo che avrebbe raggiunto Usain Bolt, ce la stiamo facendo. Il prossimo obiettivo è il record del mondo. E ce la farà, se non quest’anno l’anno prossimo".