Scherma: argento amaro per Daniele Garozzo (Ansa)
Scherma: argento amaro per Daniele Garozzo (Ansa)

Tokyo, 26 luglio 2021 - Più che una vittoria olimpica l'ha preso come una sconfitta a una sfida. Per Daniele Garozzo quello di oggi è un argento amaro, che fa male: lo mette al collo e lo guarda appena, mentre si tocca la coscia dolorante e alla fine cerca persino di "sfuggire" persino alle inevitabili foto di rito.
Insomma, Garozzo non ha alcuna voglia di festeggiare il secondo posto nella prova di fioretto maschile alle Olimpiadi di Tokyo 2020. A cinque anni di distanza dall'oro di Rio 2016, aver preso parte alla seconda finale consecutiva è comunque un'impresa riuscita a pochi. Ma Garozzo è ipercritico nei confronti di se stesso, e dice: "Cheung (che ha vinto la finalissima per 15-11, ndr) è stato semplicemente più bravo - ha ammesso - Per me la delusione è davvero tanta: questo è un boccone difficile da mandare giù". 

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Gli atleti da medaglia

E ancora: "lui ha fatto valere una maggior prestanza fisica, che gli ha consentito di spingere di più e di comandare sempre - ha ammesso l'azzurro - Questa è la scherma del 2021". E il dolore alla coscia? Con grande sportività, Garozzo ammette che non l'ha condizionato: "Certamente mi ha creato qualche preoccupazione di troppo, ma non ho perso la finalissima per questo".
La medaglia è invece sfuggita alla fidanzata di Garozzo, Alice Volpi, che ieri è arrivata solo quarta. "Lei è fantastica - dice l'atleta - Anche oggi ha tifato per me dalla tribuna. Ieri è stata sfortunata, ma sono sicuro che nei prossimi anni regalerà all'Italia grandissime soddisfazioni".

Non è ancora finita, per l'Italia del fioretto: ai Giochi giapponesi il nostro Paese ci riproverà nelle due prove a squadre. "Speriamo di andare a medaglia - si augura Garozzo - sarebbe il miglior modo per non pensare più a quello che è successo in questa finale". Ci sarà bisogno anche di prestazioni migliori da parte di Andrea Cassarà e Alessio Foconi, fuori già agli ottavi nell'individuale, con il secondo azzurro annientato (15-3) proprio da Cheung. 
Garozzo allarga le braccia: "Il mondo della scherma è cambiato, non è più quello di una quindicina di anni fa, si è globalizzato. Vincere sempre non è più scontato". Pensiero condiviso anche dal presidente della Federscherma, Paolo Azzi: "I primi risultati di queste Olimpiadi dimostrano che nazioni prima mai protagoniste in pedana hanno portato schermidori nei primi otto o addirittura a medaglia".