Mercoledì 17 Luglio 2024

Una voglia infinita di scoperta. Alle origini del Romanticismo

Quello tedesco fu tra i primi movimenti generazionali.Inizia oggi il nostro viaggio

Una voglia infinita di scoperta. Alle origini del Romanticismo

Una voglia infinita di scoperta. Alle origini del Romanticismo

Difficile dire quando abbia fatto capolino il primo movimento generazionale. Moti in cui i giovani furono assoluti protagonisti della storia del loro tempo. Esempi di attivismo che vale la pena ripercorrere ai giorni nostri, considerata la disillusione delle giovani generazioni verso l’impegno. Da oggi, per tutta l’estate, proveremo a viaggiare insieme indietro nel tempo alla ricerca dei movimenti giovanili che hanno cambiato la storia.

In tempi antichi la gioventù delle aristocrazie era espropriata dai ruoli, se si considera che Alessandro di Macedonia è diventato re a 20 e ha sconfitto i perisiani a Isso a 23 o che Augusto è diventato erede di Cesare a 19 cimentandosi per i successivi 20 anni in trame politiche. Alla gioventù popolare, poi, non era data neanche istruzione.

Il primo movimento giovanile, pur sempre elitario, potrebbe esser forse considerato quello universitario, dove continueranno a germinare fino a oggi. Da Bologna a Padova, le università nascono dal desiderio di istruzione della gioventù, che sceglie e paga i docenti. E accanto la poesia volgare, spesso anche musicata in improvvisazioni, come il dolce stil novo, costituisce un tratto caratteristico delle nuove generazioni intellettuali.

La scuola è il primo lungo di aggregazione e di formazione e di identità giovanili. A parte l’impegno di Carlo Magno e Lotario nel IX secolo, a lungo l’istruzione è stata quasi saolo ecclesiastica. È con l’illuminismo che le monarchie cominciano a istituire scuole pubbliche. Ed è a cavallo di tra ’7 e ’800 che si iniziano a individuare i primi, sporadici movimenti comportamentali e culturali giovanili.

Già dal XVII secolo, in realtà, la gioventù aristocratica ha cominciato a intraprendere il Grand Tour, un lungo viaggio attraverso l’Europa per perfezionare il sapere. Un fenomeno che si afferma nei due secoli dopo con destinazione Italia, dove a metà ‘700 viene scoperta Pompei, e talvolta Grecia, per la cultura classica. Celebre il racconto del ’Viaggio in Italia’ di Goethe, ma anche quello di Stendhal e la sindrome che lo colse a Firenze.

Si scrive Goethe, si legge Romanticismo. Italia e Grecia, del resto, sono destinazione e residenza prediletta di molti poeti romantici: Shelley annegò a Viareggio, Byron morì durante la guerra di indipendenza greca. E il Romanticismo è stato un movimento culturale, letterario, artistico, musicale, dalla indubbia caratterizzazione generazionale. A partire dalla reazione alla razionalità illuministica e agli stereotipi del neoclassicismo, l’arte romantica recupera, tramite eroi egocentrici, elementi spirituali, onirici e tradizionali, come quelli cavallereschi o i miti germanici cari a Wagner.

A cura di Cosimo Rossi