Domenica 21 Luglio 2024

Tricolore, una sola emozione. La sintesi della nostra identità

Ispirato da Napoleone, cantato da Domenico Modugno e difeso da Giancarlo Pajetta

Tricolore, una sola emozione. La sintesi della nostra identità

Tricolore, una sola emozione. La sintesi della nostra identità

"La bandiera dei tre colori è sempre stata la più bella. Noi vogliamo sempre quella, noi vogliam la libertà". Suona così la prima strofa del canto popolare risorgimentale dedicato al vessillo nazionale che in altri tempi s’imparava a scuola. Lo stendardo ufficiale delle Repubblica descritto nell’articolo 12 della Costituzione, invece, risale all’epoca della discesa di Napoleone in Italia (1796-99) come bandiera per distinguere i contingenti delle repubbliche d’ispirazione giacobina sorte in quel contesto.

La Legione Lombarda è il primo reparto a dotarsi d’un vessillo in cui si sostituisce il blu col verde indossato (con mostrine rosse e bianche) sin dal 1782 dalla milizia cittadina milanese, i cui membri venivano perciò chiamati in dialetto remolazzit, cioè "piccoli ravanelli". Dopo la nascita della Repubblica Cispadana, il 7 gennaio 1797 viene deliberata l’adozione della bandiera verde, bianca e rossa su proposta di Giuseppe Compagnoni, perciò considerato "padre del tricolore". Che entra rapidamente nell’immaginario come simbolo nazionale. Entrato in clandestinità con la Restaurazione del 1915, torna a sventolare durante i moti degli anni ‘20 e ‘30 dell’Ottocento. Protagonista delle insurrezioni del ‘48 e inalberato nelle 5 giornate di Milano, Carlo Alberto lo adotta nel 1848 con al centro il simbolo di casa Savoia. Poi tolto in epoca repubblicana.

"I colori della nostra primavera e del nostro paese; le nevi delle alpi, l’aprile delle valli, le fiamme dei vulcani: il bianco, la fede serena alle idee; il verde, la perpetua rifioritura della speranza a frutto di bene nella gioventù de’ poeti; il rosso, la passione ed il sangue dei martiri e degli eroi", dice Giosuè Carducci nel centenario della tricolore. "Col bianco delle nevi delle Alpi, col verde delle valli di Toscana, col rosso dei tramonti siciliani noi facemmo una bandiera", canta Domenico Modugno nel ’Rinaldo in campo’.

L’attaccamento alla bandiera dei comunisti, invece, lo racconta un episodio che vede protagonista Giancarlo Pajetta. In tour elettorale in Emilia Romagna passando in auto, vide che sulla sede del partito sventola solo la bandiera rossa e non anche il tricolore voluto accanto da Togliatti, fa una delle sue celebri sfuriate.

A cura di Cosimo Rossi