Domenica 14 Luglio 2024

L’eredità della cultura Mod. Una generazione indomabile

Il fenomeno nato negli anni ’60 a Londra travolge tutto, dalla musica alla moda

L’eredità della cultura Mod. Una generazione indomabile

L’eredità della cultura Mod. Una generazione indomabile

M od significa innanzitutto uno stile. È un fenomeno che riguarda la moda: che esprime il desiderio di distinguersi della gioventù britannica degli anni ‘50 e ‘60 del Novecento attraverso il carattere ’modernista’ del guardaroba. Si arriva, infatti, con un salto temporale, alla prossima tappa del nostro viaggio nel mondo dei movimenti giovanili che hanno segnato la storia.

L’origine è fatta generalmente risalire il 1958 e il 1962, nelle zone nord di Londra, sulla spinta della ribellione dei figli della working class e la piccola borghesia. Gli anni successivi alla guerra sono infatti caratterizzati dal boom demografico, oltre che dalla ripresa economica. Negli anni ‘60 le giovani generazioni prendono il sopravvento, portando alla ribalta le vicendevoli incomprensioni tra genitori e figli, tra difesa delle tradizioni e desiderio di innovazione. Difatti il movimento Mod si caratterizza sin da principio per la predisposizione verso tutto ciò che è nuovo ed eccentrico, dalla musica alla moda. Uno dei suoi motti è ’moving and learning’, ovvero ’muoversi e imparare’.

Le origini del modernismo risalgono in vero alla fine degli anni ‘40, quando Miles Davis inaugura la stagione del ’modern jazz’, sia per le sonorità che per il dress code e le copertine degli album. Dall’abbreviazione del nuovo stile prendono nome i giovani mods (in realtà non si dovrebbe mai scrivere la forma plurale delle parole straniere, ndr). I teenager inglesi subiscono la fascinazione per tutto ciò che esula dal provincialismo isolano. E tendono intanto l’orecchio alla musica nera di oltreoceano – soul, rithm and blues ma anche ska –, al cinema francese e italiano, alla moda romana.

Vacanze Romane (1953) e La Dolce Vita (1960) hanno un impatto enorme tra i giovani mod, adottano gesti, abiti, accessori glamour tratti dalle pellicole. Gregory Peck che scarrozza Audrey Hepburn in Vespa per Roma è un modello di stile. E gli scooter, Vespe e ancor più Lambrette addobbate di corone di specchietti e altri accessori, diventano l’elemento distintivo del movimento. Che utilizza il contrassegno circolare – rosso, bianco e blu – dell’aviazione inglese come logo per imprimere un senso british alla propria esterofilia.

Capelli french style (corti con la frangia orientata di lato), abiti di fattura italiana, orli dei pantaloni stretti e corti, scarpe a punta, parka M51 (giubba militare usa simile a un eskimo): è in Carnaby street che si veste lo stile Mod nella stagione più vivace di metà anni ‘60. Ma ci sono state ondate di revival fino ai giorni nostri, in cui si è registrata l’affermazione i gruppi musicali di riferimento, anche se non esiste un genere specifico: dai Jam, agli Small Faces fino agli Oasis.

a cura di Cosimo Rossi