Martedì 23 Aprile 2024

L’amore che avvelena la vita: "Va cambiato se non funziona"

Se i genitori sono amici la tentazione è cercare “l’uomo forte” nelle relazioni

L’amore che avvelena la vita: "Va cambiato se non funziona"

L’amore che avvelena la vita: "Va cambiato se non funziona"

Nelle nuove generazioni, gli amori tossici sono molto più diffusi di quanto si possa pensare. "Per i ragazzi – spiega Laura Pigozzi, psicologa clinica e psicanalista - l’amore non è un argomento prioritario. Lo è l’amore tossico, ovvero quando l’amore non è amore e invece di cercare un amore nuovo, si cerca un amore vecchio. Ogni amore tossico è la ripetizione di un amore già andato male. Molti ragazzi oggi sono abusati affettivamente dai genitori, con incursioni nella loro vita, richieste di racconti anche intimi, e anche con il porsi come amici. Sono tutte forme che, sebbene sembrino innocue, in realtà nuocciono molto, provocando un ripiegamento dei giovani sulla famiglia e su sé stessi e quindi una mancanza di apertura all’altro".

Quali sono allora le loro priorità?

"La frase classica, ’ho tutto ma non sto bene, dovrei essere felice ma sono profondamente triste’ è la base di partenza. Poi c’è uno scarsissimo interesse per la sessualità, un’ipossesualità, e un grande interesse per il genere legato alla disforia di genere, all’angoscia per il proprio genere, derivata non dal volere una relazione con qualcuno dello stesso sesso - l’omossessualità nel mondo dei ragazzi è ampiamente sdoganata - ma dal non sentirsi bene nel proprio corpo. E l’ampiezza con cui si manifesta è, secondo me, una modalità in cui si declina la loro angoscia per la vita. Sono ragazzi che non vivono il conflitto in famiglia, perché non vogliamo il conflitto ma la famiglia perfetta, e il conflitto prima o poi esce. Io li vedo in po’ come delle farfalle che sbattono le ali sul vetro, non sanno come indirizzare la loro vita, sanno solo che se la vogliono riprendere ma spesso lo fanno in maniera in autoaggressiva".

Da dove nasce la loro percezione sbagliata dell’amore?

"Gli abbiamo fatto confondere l’amore con il controllo, messi in scuole dove anche da maggiorenni sono controllati da un registro elettronico… Li mettiamo in una situazione di

infantilizzazione e di controllo perpetuo… conoscono l’amore sotto questo aspetto ed è chiaro che quando qualcuno li tiene nel controllo, lo possono pensare come amore. Ma non solo. Ascolto sempre più ragazze che vogliono l’uomo forte. La nostra funzione di genitori che è quella di dare delle regole, un’educazione, dei principi e dei binari. L’anarchia affettiva provoca degli attacchi di panico, che infatti sono più che raddoppiati, o la richiesta del controllo forte, qualcuno di cui fidarsi anche se capiscono che non è il modo giusto".

A cura di Marina Santin