Giovedì 11 Luglio 2024

Il peso delle valutazioni. L’insufficienza può far male

Il termine alternativo ’non ancora pronto’ è più incoraggiante per gli studenti

Il peso delle valutazioni. L’insufficienza può far male

Il peso delle valutazioni. L’insufficienza può far male

"Per milioni di studenti in Italia la fine dell’anno scolastico è arrivata - afferma lo psicologo Paolo B. Casartelli - Oltre 7 milioni ragazzi hanno frequentato le classi della scuola statale, ma per una parte di loro l’anno scolastico non è ancora finito. Molti dovranno studiare con impegno anche durante l’estate, alcuni per consolidare le proprie abilità e conoscenze in qualche materia, altri per recuperare dei debiti con gli esami di riparazione, altri ancora dovranno ripetere l’anno".

Come vivono i ragazzi l’essere valutati “insufficienti”?

"La valutazione di ’insufficienza’ spesso è molto frustrante e può generare un pensiero negativo rispetto alle proprie capacità e alla propria intelligenza. Il problema più insidioso di questa valutazione non è immediatamente visibile, ma lo diventa quando si ripetono nel tempo e si insinua nei ragazzi un senso di inadeguatezza e di

sfiducia nelle proprie capacità".

Cioè?

"Per spiegarlo facciamo l’esempio della differenza tra una fotografia e un video. La

fotografia è un’immagine statica, una realtà fissa, costituisce uno stato apparentemente immutabile. Questo è l’effetto che ha la valutazione di ’insufficienza’ sulla percezione delle proprie capacità. La valutazione ’non ancora pronto’, invece, è come un video, ci dice che le nostre abilità e le nostre capacità sono in fase di sviluppo, o che, con maggiore allenamento o con i supporti adeguati, lo possono diventare. I ricercatori dell’Università di Stanford hanno scoperto che questo tipo di valutazione introduce la percezione del fattore tempo e il valore del continuare a impegnarsi. Le due attitudini mentali di cui stiamo parlando potrebbero essere definite come ’un’attitudine fissa’ piuttosto che ’un’attitudine di crescita’ e andranno a costituire una sorta di teoria personale della propria intelligenza".

Cosa possiamo fare in Italia?

"Come insegnanti, educatori e genitori possiamo promuovere l’attitudine di crescita quando teniamo fissa nella nostra mente e nella nostra interiorità, la valutazione del “non ancora“ e lo possiamo fare dando valore e riconoscendo l’impegno a cercare di migliorare piuttosto che focalizzandoci soltanto sull’immagine fissa dei voti. Possiamo tutti, forse, trovare modi più efficaci e incisivi per elogiare un pochino di più il video complesso degli gli sforzi personali compiuti piuttosto che soltanto i risultati".

A cura di Marina Santin