Martedì 23 Luglio 2024

Il Parlamento e il Governo. Un equilibrio delicato

Il docente di diritto pubblico e il nodo irrisolto: "l’esecutivo approva le leggi"

Il Parlamento e il Governo. Un equilibrio delicato

Il Parlamento e il Governo. Un equilibrio delicato

"La Costituzione deve essere presbite, deve vedere in lontananza, non essere miope". Questa concisa definizione, enunciata dal giurista fiorentino Piero Calamandrei nella seduta dell’Assemblea Costituente del 4 marzo 1947, è tutt’oggi la più citata quando si discute di riforme. Quando si tratta, cioè, di proteggere la visione profonda dei principi costituzionali rispetto alla "miopia" delle urgenze della politica e le conseguenti proposte di modifica della Carta. La gran parte dei giuristi riconosce altresì una differenza tra le due parti in cui è diviso il testo costituzionale: la lungimiranza "presbite" della prima e la pignoleria, persino un po’ "miope", della seconda.

La Costituzione è infatti divisa in due sezioni abbastanza differenti. Dopo i primi 12 articoli sui "principi fondamentali", la prima parte (artt. 13-54) tratta "Diritti e doveri dei cittadini", mentre la seconda (artt. 55-139) definisce dettagliatamente l’"Ordinamento della Repubblica". Avendo diffusamente trattati in queste pagine principi e diritti fondamentali, converrà avviare anche un’analisi dell’Ordinamento descritto nella Seconda parte, dato che le forme della democrazia ne determinano la sostanza.

L’Italia è una Repubblica parlamentare e "la funzione legislativa è esercitata collettivamente dalla due Camere". (art. 70). Il Presidente della Repubblica "rappresenta l’unità nazionale" (art. 87) e svolge una funzione di garante e arbitro istituzionale. Mentre il premier "dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile" (art. 95). Al Parlamento, i cui componenti sono eletti dal popolo, spetta insomma l’esercizio della funzione legislativa "ed è precisamente attraverso le leggi che, di solito, vengono prese le decisioni che determinano la politica nazionale", spiega Daniele Chinni, docente di Istituzioni di diritto pubblico all’Università Roma Tre. Al Governo spetta invece "la funzione esecutiva, la quale consiste nel dare esecuzione (attuazione) alla legge". Negli anni, tuttavia, il potere esecutivo è "divenuto centrale nell’esercizio della funzione legislativa, di fatto prendendo il posto del Parlamento", anche se a norma di Costituzione il processo dovrebbe essere inverso. E questo è l’irrisolto nodo del dibattito sulle riforme.

A cura di Cosimo Rossi