Venerdì 19 Luglio 2024

I fattori da valutare prima di investire

Come primo passo occorre fare un’attenta pianificazione. Con una corretta diversificazione si possono ridurre i rischi

I fattori da valutare prima di investire

I fattori da valutare prima di investire

Corretta pianificazione e diversificazione: sono queste le due regole d’oro da tenere a mente quando si sceglie di investire. Dal latino ’investo’, che significa ’coprire con una veste, rivestire’, con la parola ’investimento’ ci si riferisce proprio al dare ai risparmi un nuovo volto, trasformandoli in titoli o altri strumenti finanziari.

Negli ultimi anni, questa pratica è diventata sempre più popolare perché ha permesso a molti italiani di proteggere i propri risparmi ammortizzando gli effetti dell’inflazione, che si comporta come una sorta di tassa silenziosa che, giorno dopo giorno, erode i risparmi lasciati a oziare sul conto corrente, riducendone il valore d’acquisto. Se ad esempio avessimo 10.000 euro su un conto corrente che rende zero e il tasso d’inflazione fosse pari al 2% annuo, dopo un anno avremmo sempre 10.000 euro ma potremmo comprare il 2% di beni in meno. Questo perché per mantenere il loro valore reale, cioè il potere d’acquisto, i nostri risparmi dovrebbero crescere almeno quanto l’inflazione.

Come fare, quindi, per iniziare a investire con consapevolezza? Prima di qualsiasi scelta di investimento è necessaria una corretta pianificazione delle nostre finanze, per capire quanto siamo in grado di risparmiare, e può essere utile fissare obiettivi di vita che vorremmo raggiungere. A questo punto dobbiamo capire quale sia la nostra avversione al rischio, cioè quanto siamo disposti a tollerare delle possibili perdite sulle somme che investiamo. Più alti sono i rischi di perdita, più alto è il rendimento atteso.

Ma esiste anche un modo per investire riducendo i rischi? Sì, seguendo la seconda regola d’oro della finanza: la diversificazione. Attività e strumenti finanziari, infatti, reagiscono in modo diverso agli andamenti economici. Troviamo i depositi a risparmio, titoli di Stato, obbligazioni emesse dalle imprese e azioni. Tra questi, forme di investimento a basso rischio sono i titoli di Stato italiani (Bot, Btp, Cct) e di altri paesi dell’area dell’euro con scadenza residua inferiore a 2 anni. Se fossimo disposti ad accettare rischi maggiori per cercare di ottenere un rendimento più elevato potremmo aumentare la percentuale investita in obbligazioni a più lunga scadenza e in azioni.

A cura di Sofia Spagnoli