’Fuori di testa, ma diversi da loro’ Il grido dei Måneskin è un inno a non mollare

Måneskin

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Mmm, parla, la gente purtroppo parla. Non sa di che cosa parla. Tu portami dove sto a galla. Che qui mi manca l’aria. Ma sono fuori di testa, ma diverso da loro. E tu sei fuori di testa, ma diversa da loro.Siamo fuori di testa, ma diversi da loro.

E’ questo un estratto dal testo del brano ’Zitti e buoni’ che apre l’album ’Teatro d’ira’, ma è soprattutto la canzone con cui i Måneskin hanno trionfato al Festival di Sanremo 2021 e all’Eurovision Song Contest dello stesso anno. Il pezzo – che segna di fatto la riscossa (imprevista dai più) del nuovo rock Made in Italy – accarezza con sonorità deflagranti una tutt’altro che velata critica agli adulti e anche a quelle generazioni che non danno chance e non capiscono i giovani di oggi, invitati dalla stessa band a non chinare mai la testa ed essere sempre se stessi. Siamo di fronte a un esempio perfetto di rock song contemporanea, che ha contribuito al successo internazionale del gruppo romano e addirittura la considerazione dei Rolling Stones (che hanno fatto aprire alla band alcuni loro concerti in giro per il mondo) nonché l’interesse di tanti festival, anche d’oltreoceano, che li hanno visti e li vedranno applauditi protagonisti. A loro volta giovani. Che lanciano messaggi ai giovani e per i giovani.