Mercoledì 17 Luglio 2024

Ancora troppi morti in incidenti stradali

L’anno scorso gli scontri fatali nell’UE sono stati 20.418, diminuiti solo dell’1% rispetto al 2022

Ancora troppi morti in incidenti stradali

Ancora troppi morti in incidenti stradali

I numeri sono da brividi e parlano da soli: ogni giorno, in Europa, muoiono per incidenti stradali 56 persone. Ogni ora si contano più di due morti. Tante, troppe le vite spezzate sull’asfalto di questa guerra silenziosa, che si combatte quotidianamente nelle grandi città, che restano teatro della maggior parte degli incidenti, come nei piccoli centri. I mezzi messi in campo sono diversi: dall’inasprimento per le pene per chi commette abusi alla guida, alle limitazioni al traffico come le ztl e gli autovelox. Anche i Comuni, da parte loro, stanno intervenendo nella progettazione e regolazione della mobilità urbana, ad esempio con la controversa introduzione del limite de 30 km/h. E poi ci sono le politiche di moderazione della velocità, di disincentivazione all’utilizzo degli autoveicoli, di incentivazione all’utilizzo di mezzi alternativi ed ecosostenibili, quali il trasporto pubblico urbano e la mobilità attiva, come le biciclette. L’obiettivo comune è quello di salvare vite.

Tuttavia, i mezzi messi in campo si scontrano con le statistiche attuali, che parlano di una vera e propria strage. Basti pensare che lo scorso anno, i morti sulle strade dell’Unione europea sono stati 20.418, soltanto l’1% in meno rispetto al 2022. Percentuale molto al di sotto del 6,1% annuo, necessario per raggiungere l’obiettivo Ue di ridurre, entro il 2030, i morti sulle strade europee del 50%. Per l’Italia non va meglio. Con una diminuzione dei morti pari a circa il 2% e un tasso di mortalità per milione di abitanti (52) superiore alla media europea (46), si colloca al 21esimo posto tra i 27 Paesi Ue per quanto riguarda la riduzione della mortalità nell’arco dell’ultimo decennio. Sono alcuni dei poco confortanti elementi che emergono dal rapporto annuale del Consiglio europeo per la sicurezza dei trasporti, del quale è parte per il nostro Paese l’Automobile Club d’Italia. Una cosa è certa: per arginare il numero delle vittime bisogna fare di più. Per questo l’Etsc chiede l’istituzione di un’Agenzia Europea per la Sicurezza Stradale - come quelle responsabili della sicurezza dei trasporti aerei, marittimi e ferroviari - dotata di poteri specifici, come la gestione dell’introduzione dei veicoli a guida autonoma e lo svolgimento di indagini approfondite sugli incidenti più gravi. "La sicurezza stradale deve essere una priorità - ha dichiarato Antonio Avenoso, Direttore dell’Etsc. Negli ultimi cinque anni, sulle strade UE sono morte 100mila persone e altre 100mila moriranno nei prossimi cinque se non cambia nulla. I nuovi eurodeputati e Commissari devono partire con slancio".

L’Etsc sollecita la Commissione Europea anche a rivedere le norme sulla sicurezza dei mezzi, tenendo conto del rapido progresso delle tecnologie, e a fissare nuove norme per le revisioni periodiche. L’Etsc è preoccupato per l’impatto negativo sulla sicurezza stradale della proposta della Commissione di ridurre a 17 anni l’età per la guida accompagnata per i titolari di patente di categoria C (autocarri). Le stesse preoccupazioni valgono per la proposta del Parlamento Europeo di consentire la guida dei veicoli di categoria D (autobus e pullman) ai diciottenni in determinate circostanze. Il Ctse ha accolto con favore la conclusione dei negoziati sulla proposta della Commissione per una revisione della direttiva CBE che mira a facilitare l’applicazione delle sanzioni pecuniarie contro i conducenti che commettono un’infrazione in uno Stato membro dell’Ue diverso da quello in cui è immatricolato il veicolo. Ma ora deve essere recepita nel diritto nazionale degli Stati membri dell’Ue prima di entrare in vigore.

a cura di Maurizio Costanzo