Sabato 13 Aprile 2024

Alla lirica non servono i talent: "Occorrono studio e volontà"

Luciana Serra, insegnante di canto alla Scala: "Il successo va coltivato"

Alla lirica non servono i talent: "Occorrono studio e volontà"

Alla lirica non servono i talent: "Occorrono studio e volontà"

Hip hop, rock, metal, rap… Nell’universo musicale dei più giovani c’è posto per la lirica? Nonostante non se ne parli molto e non sia facile imbattersi nell’ascolto di un’opera, "i ragazzi che la amano sono tanti - racconta Luciana Serra, soprano tra le più acclamate nel panorama lirico internazionale, per oltre 20 anni docente di tecnica vocale all’Accademia del Teatro alla Scala - a teatro vedo tanti ragazzi appassionati, tutti molto interessati e curiosi. In Spagna, dove attualmente vivo, a qualsiasi recita il teatro è pieno di ragazzi, e questa è una fortuna perché sono il nostro futuro. Ce ne sono anche molti che amano musica classica, ma se ne parla poco".

Che ruolo e quali opportunità hanno i giovani nel mondo dell’opera lirica in Italia?

"Credo che dovrebbero avere il dovere e la responsabilità di portare avanti la tradizione italiana dell’opera, cercando di conoscere e studiare i cantanti che hanno fatto la storia del teatro e provando a seguire le loro orme. Ovviamente cambiando il gusto e adattandolo a quello di oggi. Le opportunità che hanno sono molte, perché tanti teatri hanno fondato Opera Studio e ci sono molte accademie. Se si studia con costanza e volontà i risultati arrivano. Il vero problema dei ragazzi è che non hanno pazienza e dopo sei mesi si sentono già pronti. Forse ad attirarli è il facile guadagno o l’essere ammirati dal pubblico, ma queste sono le conseguenze che si hanno se una cosa è stata preparata bene".

In Europa, invece?

"C’è più attenzione verso i ragazzi. In Spagna, innanzitutto, trovo che nel campo del teatro ci sia molta più serietà e professionalità da parte dei giovani. Qui ci sono dei concorsi come il Raimondo Vignas, uno dei più importanti, con oltre 70 anni di storia, o gli Amici del Liceu, che danno ogni anno delle borse di studio in denaro a quattro, cinque ragazzi, con precedenza per gli spagnoli e i catalani. In Francia i giovani cantanti possono accedere a fondi statali per sostenere le spese della loro formazione. Sarebbe necessario che qualcosa si muovesse anche in Italia".

Lei è presidente di giuria del concorso ’Comunità europea per i giovani cantanti lirici 2024’, ci parla di questo progetto?

"É un concorso che si tiene a Spoleto, Vanta ben 78 edizioni e tutte hanno dato dei bellissimi frutti. I ragazzi che l’hanno vinto hanno intrapreso una carriera splendida".

A cura di Marina Santin