Operai della Whirlpool  protestano contro i licenziamenti
Operai della Whirlpool protestano contro i licenziamenti

Napoli, 5 agosto 2021 - «Il Governo sta lavorando a un provvedimento che penalizza le imprese che lasciano il nostro Paese, per questo chiediamo la convocazione ai primi di settembre del tavolo al Ministero del Lavoro al fine di ritirare la procedura di licenziamento. Occorre richiamare Whirlpool alle sue responsabilità e qualunque soluzione alternativa va discussa e condivisa con le lavoratrici e i lavoratori, ma solo dopo il ritiro dei licenziamenti». Così Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil e responsabile elettrodomestico e Rosario Rappa, segretario generale Fiom-Cgil Napoli, al termine del tavolo tecnico svoltosi oggi 5 agosto 2021 a Roma sulla vertenza della Whirlpool di Napoli alla presenza di Invitalia e della viceministra Alessandra Todde.

Per la Fiom Whirlpool «è in malafede» nell'attribuire la chiusura dello stabilimento di via Argine a perdite relative al mercato: «Dopo la pandemia però la situazione è mutata in tutta l'area Emea: la multinazionale non ha avuto solo un rimbalzo nel mercato, sta aumentando i ricavi in maniera consolidata. La chiusura di Napoli non è più giustificata anche a fronte delle ingenti risorse pubbliche che ha ricevuto in questi anni».

Al tavolo Invitalia, spiegano i sindacalisti, «ha reso noto lo stato di avanzamento sulla ipotesi di reindustrializzazione del sito di via Argine attraverso la realizzazione di un hub nazionale della mobilità sostenibile, utilizzando le risorse del Pnrr e con partecipazione pubblica, per affrontare la transizione industriale ed ecologica. Questa operazione, secondo Invitalia, offrirebbe da subito una soluzione occupazionale per le tutte lavoratrici e i tutti lavoratori, avviando al contempo, oltre alla produzione, anche attività di ricerca e sviluppo e formazione con possibilità di assunzione di altri lavoratori». Per la Fiom «tutti i lavoratori devono essere assunti da un unico soggetto industriale. Abbiamo un problema però legato al tempo. Il governo deve agire subito e intervenire su tutte le procedure di licenziamento in corso».

Attesa per conoscere imprenditori e piano industriale

 «Il progetto oggi annunciato dal Ministero dello Sviluppo economico per il sito Whirpool di Napoli rappresenta una speranza che approfondiremo, ma naturalmente attendiamo di conoscere imprenditori e piano industriale prima di esprimerci. In ogni caso si pone la necessità di provare con ogni mezzo a interrompere la procedura di licenziamento che si concluderà a fine settembre». Lo dichiarano Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm, e
Crescenzo Auriemma, segretario generale della Uilm Campania. «L'impegno poche settimane or sono assunto in prima persona dal premier Draghi con i lavoratori - proseguono i sindacalisti della Uilm - e il fatto che si parli da parte del MiSe di un progetto industriale nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza ci fa sperare che possiamo trovarci di fronte a una occasione vera di riconversione industriale, ma le amare delusioni del passato ci insegnano a essere quanto più possibile prudenti e rigorosi, ad esempio chiedendo un impegno diretto di Invitalia in qualsivoglia progetto. Inoltre oggi il MiSe ci ha parlato di un hub della mobilità e questo ci fa capire che ci
potrebbe essere il rischio di un frazionamento occupazionale». 

«In ogni caso - chiudono Ficco e Auriemma - dobbiamo provare a interrompere la procedura di licenziamento, poiché con essa in pratica è in corso un conto alla rovescia che scade a fine settembre. Chiediamo al Governo un intervento straordinario, magari attraverso la normativa più volte annunciata anti delocalizzazione di cui anche oggi si è fatto cenno: la nostra richiesta è che tale normativa sia adottata in tempi rapidi così che possa influire sulle vertenze in corso a iniziare da Whirlpool».