Napoli, 14 novembre 2021 – Risale a un anno fa il “video scandalo” girato a Scampia, immagini di bullismo che le forze dell’ordine stanno scandagliando per cercare identificare i responsabili. La vittima non sarebbe un ragazzo disabile, ma un uomo tossicodipendente la cui dipendenza è stata “sfruttata” dai ragazzi per fargli subire angherie dietro la promessa di una piccola somma di denaro per comprare la droga. Venerdì scorso, uno dei due autori del filmato, lo ha ripubblicato sui social: “Volevo fare follower” e da lì è iniziato a girare. Disabile bullizzato a Scampia: il branco gira un video che diventa virale sui social

Il ragazzo, un 20enne del Rione Scampia, si è fatto avanti per “chiedere scusa e assumersi le responsabilità” uno degli autori del video ai danni di una persona con evidenti problemi. È quanto rende noto il consigliere regionale di Europa Verde, Francesco Emilio Borrelli, che ha denunciato ieri la vicenda. “Mi ha contattato, è un giovane di 20 anni – fa sapere Borrelli – e mi ha detto che il video è stato pubblicato sui social venerdì: 'volevo fare follower' mi ha riferito”.

Il ventenne mi ha raccontato che il filmato è stato realizzato diversi mesi fa insieme con un'altra persona e che è stato ripubblicato lo scorso venerdì. Il giovane voleva fare più visualizzazioni e follower su una piattaforma social. È pronto a chiedere scusa e a rispondere delle sue azioni”, spiega ancora Borrelli.

Umiliazioni, risate e sfottò

Il video, che sarebbe stato girato in viale della Resistenza a Scampia, quartiere della periferia nord di Napoli, era stato pubblicato sul social network Tiktok poco più di un anno fa, ma ieri è diventato virale dopo essere stato rilanciato dal consigliere regionale campano dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli. Nel video si vede una persona bullizzata da alcuni ragazzi, autori del filmato, che a bordo di uno scooter costringono l'uomo a correre, buttarsi a terra e anche dentro un cassonetto.

In realtà nel video, già all'attenzione delle forze dell'ordine e oggetto di accertamenti ai fini dell'identificazione dei responsabili, si vede non un coetaneo degli autori né un giovane con problemi psichici, come invece era stato denunciato ieri da Borrelli.

La persona in questione, secondo il giovane autore, poteva essere un drogato con evidenti problemi mentali. Dopo la mia denuncia l'autore del video lo ha eliminato e cancellato il proprio profilo dai social”, dice Borrelli. “L'atto, indipendente da quando è stato commesso, è ignobile
commenta il consigliere regionale , approfittare di una persona con evidenti problemi, che siano dovuti ad una disabilità mentale o alla droga, o a entrambe le cose, è inaccettabile”.

Mi aspetto continua Borrelli che anche l'altro protagonista si assuma la responsabilità e si faccia avanti. Intanto abbiamo sottoposto la vicenda alla Polizia postale ed è stata interessata la Procura. Ho apprezzato la presa di responsabilità del ragazzo, ma va detto che è inquietante che per fare visualizzazioni si facciano e si pubblichino video del genere anche a distanza di tempo. Vergognoso approfittarsi dei più deboli per sbeffeggiarli”.

Corecom: “Purtroppo non è un caso isolato”

A prendere posizione sul video è Mimmo Falco, presidente del Comitato regionale per la comunicazione della Campania (Corecom). “Monitorando i canali multimediali – spiega Falco – è molto facile imbattersi in immagini simili. Derisione, scherno, sopraffazione, ma spesso anche violenza nei confronti di chi è debole, indifeso, emarginato”. 

“Ci troviamo di fronte a una nuova ondata di episodi di bullismo e cyberbullismo che deve essere arginata al più presto”, aggiunge Falco, secondo il quale “occorre stringere un nuovo patto sociale tra famiglie, scuole, istituzioni locali, forze dell'ordine e professionisti per dare vita a campagne di prevenzione capillari e mirate”.

Il Corecom Campania, con l'ausilio del Consiglio Regionale, dell'Autorità per le Comunicazioni, la Polizia Postale e le forze dell'ordine territoriali, “ha promosso in questi anni diverse iniziative che hanno coinvolto migliaia di studenti, insegnanti, genitori e tutti i protagonisti della rete sociale dei comuni campani, è pronto a fare la propria parte ancora una volta”, sottolinea Falco. “Dobbiamo far comprendere ai nostri ragazzi la gravità di queste azioni – aggiunge –, le ripercussioni che le stesse avranno sulle loro vite, ma soprattutto l'importanza di non lasciare solo chi è in difficoltà e di denunciare. Bullismo e cyberbullismo possono essere sconfitti, ma serve l'impegno di tutti”, conclude il presidente di Corecom Campania.