Don Mimmo Battaglia incontra i lavoratori Whirlpool
Don Mimmo Battaglia incontra i lavoratori Whirlpool

Napoli, 7 novembre 2021 – È tempo di risposte. A dirlo è l'arcivescovo di  Napoli, monsignor Domenico Battaglia, che lo scrive, lo sottolinea, in una lettera appello alle istituzioni sulla questione Whirlpool. Don Mimmo chiede "la creazione di un tavolo permanente di confronto tra le parti sociali e le istituzioni".

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Dopo il tavolo sull'emergenza lavoro, e in particolare sulla vertenza che riguarda i 320 lavoratori napoletani licenziati da Whirlpool, che si è tenuto venerdì pomeriggio in Prefettura a Napoli alla presenza del ministro del Lavoro Andrea Orlando, don Mimmo Battaglia scrive che "per amore della nostra terra, per la dignità del lavoro e per la solidarietà da esprimere quando il diritto al lavoro viene negato, la Chiesa di Napoli fa sentire la propria voce e la unisce a quanti sono stati delusi dai continui rinvii delle istituzioni governative. A quanti sono impegnati come senatori e deputati a rappresentare questa porzione di Sud, a quanti rappresentano istituzionalmente e politicamente il nostro territorio, a quanti hanno possibilità di intervenire per avere risposte adeguate, diciamo che è questo il tempo. Non è più solo il tempo delle proposte, ma il tempo delle risposte. Ogni risposta procrastinata rischia di essere una risposta fuori tempo".

Assemblea operai Whirlpool dopo l'arrivo delle prime lettere di licenziamento

L'arcivescovo di Napoli prosegue: "Siamo fiduciosi che questa disponibilità del Governo a farsi carico della continuità lavorativa degli ex-lavoratori di Whirlpool sia un segno di speranza. Ma, affinché non sia l'ennesimo rinvio, la Chiesa di Napoli chiede di favorire un tavolo permanente attorno al quale possano afferire il mondo dell'imprenditoria, quello della cooperazione, i sindacati e gli enti pubblici e privati per costruire risposte progettuali, organiche e strutturali, nella piena disponibilità a fare la propria parte per la città metropolitana di Napoli. In tal modo, assicurando maggior coinvolgimento nella programmazione dei fondi strutturali, potremo diminuire la tensione sociale per quelle famiglie che si son viste recapitare le lettere di licenziamento", conclude la lettera dell'arcivescovo Battaglia.