Terra dei fuochi: gli abitanti chiedono sicurezza
Terra dei fuochi: gli abitanti chiedono sicurezza

Napoli, 22 settembre 2021 – Sono aumentati del 30% i roghi tossici nel Napoletano, dove in un anno si sono scoppiati 2mila incendi e sono stati consumati 1.930 reati ambientali legati agli sversamenti illeciti di rifiuti. Sono i dati resi noti dal rapporto semestrale della Direzione Investigativa Antimafia. “Resta alta l'attenzione verso il territorio della Terra dei fuochi, compreso tra le province di Caserta e Napoli – si legge nel report – un tempo tra le zone più fertili d'Italia, ma oggi emblema di un estremo degrado ambientale legato allo smaltimento illegale dei rifiuti”. La gravità della situazione è descritta anche nel Rapporto di Legambiente presentato lo scorso dicembre, nel quale “la Campania si conferma il territorio in cui si commettono più reati ambientali”, continuano dalla Dda. Giugliano, arrivano i vigili del fuoco. Sibilia: “Un segnale forte a chi avvelena"

Rifiuti: il principale business delle ecomafie campane

“Con riferimento al settore del ciclo dei rifiuti che, come confermato anche nell'ultimo Rapporto Ecomafia 2020 pubblicato da Legambiente, resta uno dei principali business delle ecomafie in Campania, appare significativo il fatto che in un anno si siano consumati 1.930 reati legati agli sversamenti illeciti e che nella Terra dei fuochi compresa tra le province di Napoli e Caserta siano stati segnalati dal Corpo dei vigili del fuoco circa 2mila roghi in un anno con una media di cinque/sei segnalazioni al giorno e un aumento di circa il 30% di quelli tossici rispetto all'anno precedente". È quanto emerge dal rapporto semestrale della Direzione Investigativa Antimafia. Napoli, la Terra dei Fuochi continua a bruciare: 204 roghi in un mese - Napoli, terra dei fuochi: controlli incrociati, sanzioni per illeciti ambientali