Carabinieri
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Napoli, 10 novembre 2021 – I colpi di pistola le hanno fatto esplodere la tibia e perforato il calcagno, lesioni che potrebbero compromettere la capacità di camminare come prima. È l’incubo in cui si è ritrovata una donna napoletana, spettatrice involontaria di una scena di violenza inaudita. A sparare è stato il 37enne Mario Tufano, che ha cercato di “vendicare” il figlio sparando 6 o 7 colpi di pistola ad altezza d'uomo, contro un cittadino russo intervenuto per difendere una donna investita dal ragazzo con lo scooter di famiglia.

L’uomo ha fermato il ragazzo per evitare che fuggisse dalla scena dell’incidente, il padre è arrivato e ha dato in escandescenza. Prima ha sferrato un pugno al russo, poi è tornato con una pistola calibro 7,65 carica di colpi. È successo venerdì scorso al Rione Sanità

Cosa è successo in via Vergini

I colpi esplosi da Tufano contro lo straniero, oltre ad avere ferito il coraggioso cittadino russo al braccio e alla coscia sinistra, hanno anche raggiunto di striscio un secondo uomo - che per paura del Covid non ha voluto farsi medicare in ospedale - e una donna alla quale invece hanno provocato gravi lesioni, tra cui lo scoppio della tibia e la perforazione del calcagno, lesioni che, scrive la gip Chiara Bardi “potrebbero compromettere la sua abilità motoria”.

Prima di andare a prendere una pistola calibro 7,65 e sparare, Tufano, con il suo cane Rottweiler, aveva già aggredito, sferrando un pugno, quell'uomo straniero dalla corporatura robusta senza averne però la meglio. Ed è per questo motivo che la Procura gli ha contestato anche la premeditazione che però non è stata accolta dall'autorità giudiziaria. Napoli, sperona un'auto mandandola fuori strada: 60enne accusato di omicidio

“Ho sparato per intimidire", ma la difesa non regge

Gli agenti del commissariato San Carlo all'Arena sono riusciti a rintracciarlo grazie ai sistemi di videosorveglianza di un supermarket all'interno del quale il russo ha cercato riparo, dove Tufano lo ha rincorso continuando a sparare. È stato inoltre identificato dalle ricerche del proprietario dello scooter, risultato intestato alla moglie di Tufano, e al giubbotto che l'uomo aveva addosso.

Il 37enne è stato rintracciato nell'appartamento di alcuni amici che abitano nelle vicinanze della sua residenza. Durante l'udienza di convalida, ha parzialmente ammesso i fatti: si è giustificato dicendo di avere sparato solo per intimidire il russo che, a suo dire, aveva maltrattato il figlio, mentre era sotto l'effetto di sostanze alcoliche e stupefacenti. Il giudice ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare del carcere, tra le altre accuse, per tentato omicidio aggravato dai futili motivi e dalla crudeltà e per lesioni personali gravi.