quotidiano nazionale
31 mag 2022
31 mag 2022

Sorelle sfregiate a Napoli, si indaga per deturpazione. L'ultimo post, l'auto bruciata

Sei i giovani che avrebbero gettato una bottiglia di acido addosso alle due sorelle Elena e Federica di 24 e 17 anni.  "Invida e bugia", la frase di una delle due giovani sui social un'ora prima dell'aggressione

31 mag 2022
Il luogo in cui due sorelle di 24 e 17 anni sono state ustionate con l'acido la scorsa notte a Napoli, 30 Maggio 2022. ANSA/CIRO FUSCO
Via Amedeo Savoia, il luogo dove sono state sfregiate le sorelle
Il luogo in cui due sorelle di 24 e 17 anni sono state ustionate con l'acido la scorsa notte a Napoli, 30 Maggio 2022. ANSA/CIRO FUSCO
Via Amedeo Savoia, il luogo dove sono state sfregiate le sorelle

Napoli, 31 maggio 2022 – Si sono interrotti domenica scorsa 29 maggio, intorno alla mezzanotte e circa un'ora prima dell'aggressione, i post sul profilo Facebook di una delle due sorelle Elena e Federica vittime del lancio di acido che ha lasciato lesioni ad entrambe, anche sul viso. L'ultimo post è delle 23.58. A commento di una sorta di proverbio - "Peggio della bugia che ha le gambe corte, c'è l'invidia che ha la lingua lunga" - la giovane scrive una frase costellata da emoticon: "lingua lunga ma di bugie... precisiamo". Un'ora dopo, intorno all'una di notte, l'aggressione.

L'attività investigativa della Squadra Mobile della Questura di Napoli, che ha ascoltato le due ragazze subito dopo essere state medicate dai sanitari del reparto "grandi ustioni" dell'ospedale Cardarelli, sta vagliando diverse ipotesi. Sembra essere prevalente quella che conduce a una vendetta per vicende di tipo sentimentale, ma non si escludono altre piste. Ad entrare in azione, la notte tra domenica 29 e lunedì 30 maggio sarebbero state sei persone, verosimilmente tre ragazze e tre ragazzi, in sella a tre scooter.

Altro post dello stesso tenore dell'ultimo, la giovane l'ha pubblicato nel pomeriggio di domenica ("quello che odiano di te è perché manca a loro") e anche questo sembrerebbe riconducibile a una querelle di tipo sentimentale. Fa riferimento a presunte 'malelingue', invece, quello pubblicato, sempre domenica scorsa, per commentare un altro presunto proverbio ("La gente vive di cattiveria, soffre di invidia e sputa veleno"): "Sputano veleno perke c'è tanta merda nella loro vita", ha scritto la ragazza sul suo profilo social. 

L'auto incendiata 

La notte tra il 10 e l'11 maggio scorsi ignoti hanno dato fuoco alla vettura, una Smart, usata dalle due ragazze e intestata al padre. Lo si apprende in ambienti investigativi. Ieri le due giovani, che hanno 17 e 24 anni, dopo essere
state medicate all'ospedale Cardarelli, sono state ascoltate per diverse ore negli uffici della Squadra Mobile di Napoli 

Sei ragazzi in scooter 

Rischiano dagli 8 ai 14 anni di carcere le sei persone ricercate per avere sfregiato con l’acido le due sorelle di 24 e 17 anni, ustionate al viso e in altre parti del corpo da un agguato improvviso avvenuto l’altra notte in corso Amedeo di Savoia a Napoli. Sono sei gli aggressori che avrebbero gettato una bottiglia piena di acido addosso alle vittime e poi fuggite a bordo di tre scooter, il reato ipotizzato dagli inquirenti è di “deformazione dell'aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso”.

È su questa base che la Procura di Napoli ha aperto il fascicolo sul caso delle due ragazze sfregiate – E.S. di 24 anni e F.S. di 17 anni – che ieri sono state ascoltate in Questura per cercare di ricostruire la vicenda e cercare particolari che possano aiutare la squadra mobile ad arrivare sulle tracce delle responsabili del reato. Intanto la polizia sta indagando sul grave episodio avvenuto
poco dopo l'una di notte del 30 maggio scorso lungo corso Amedeo di Savoia, dove le due sorelle sono state ustionate da sei persone, che viaggiavano in sella a tre scooter.

Il racconto delle sorelle

Le ragazze, che risiedono nel rione Sanità, hanno riferito di essere state avvicinate da tre scooter, guidati da tre giovani e a bordo dei quali, nel posto passeggero, sedavano tre ragazze, una delle quali ha lanciato contro di loro la bottiglia di acido colpendo la sorella maggiore a un braccio e la minore alla guancia destra. Entrambe hanno detto di non conoscere nessuno degli aggressori né tanto meno i motivi dell'aggressione.

Il reato contro la deturpazione permanente della persona contempla una condanna dura, che varia tra otto a quattordici anni di reclusione. Dopo l'agguato, le due ragazze sono state medicate nell'ospedale Cardarelli, dove torneranno nelle prossime ore per una visita di controllo con il chirurgo plastico. La sorella maggiore ha riportate lesioni alla guancia sinistra e a un braccio, mentre la minore alla guancia destra ed al naso.

“Vile forma di violenza contro le donne”

“Sfregiare con l'acido è una delle forme più vili di violenza contro le donne. Desta enorme preoccupazione quanto accaduto l'altra notte in Corso Amedeo di Savoia a Napoli, quando a usare questa tecnica atroce contro due sorelle sono stati altri ragazzi e ragazze, che le hanno raggiunte in scooter per dileguarsi subito dopo”. Lo afferma la senatrice Valeria Valente (Pd), presidente della Commissione d'inchiesta sul femmincidio.

“È evidente che l'istituzione del reato di sfregio con l'acido, per quanto positiva – aggiunge – non è un deterrente sufficiente. Nemmeno una maggiore presenza delle forze dell'ordine nelle strade, senz'altro necessaria e utile, è in grado di prevenire sempre e comunque violenze come questa”. Secondo i dati Istat, in Campania il 35,9% dei giovani non studia e non lavora: servono interventi rapidi. “Occorre una sorta di Pnrr – propone Valente – incentrato sul disagio giovanile, un piano che metta al centro le disuguaglianze, i desideri frustrati, la mancanza di opportunità, i modelli negativi che oggi continuano a mietere proseliti, e si impegni per una trasformazione sociale a tutto campo, che renda i giovani protagonisti. E restituisca loro la capacità di confrontarsi con le parole, lealmente, e non con la violenza”, conclude la senatrice.

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