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26 gen 2022

Napoli, patenti sospese sbloccate in cambio di soldi: 20 indagati

Funzionari pubblici riabilitavano su richiesta patenti recovate per guida sotto l'effetto di droga, alcool e altre gravi violazioni al codice della strada

26 gen 2022

Napoli, 26 gennaio 2022 - Patenti sospese, riabilitate dietro compenso. Reiterati episodi di corruzione che sarebbero stati commessi da pubblici funzionari della prefettura, addetti all'ufficio patenti, da un funzionario della motorizzazione civile di Napoli oltre che da un dipendete del ministero dell'interno. A loro si sarebbero rivolti intermediari di pratiche auto per rendere inefficaci i verbali relativi all'applicazione delle sanzioni di sospensione o revoca di patenti per guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, alcool e altre violazioni al codice della strada. È quanto emerso nel corso di un'attività investigativa coordinata dalla procura di Napoli e che ha portato questa mattina all'esecuzione di 20 misure cautelari (nove arresti domiciliari, cinque obblighi di dimora e sei sospensioni dall'esercizio del pubblico ufficio). L'operazione è stata eseguita dai finanzieri del nucleo di polizia economica-finanziaria del comando provinciale di Napoli.

Alle persone individuate dagli inquirenti come i responsabili dei reati di corruzione, falso e truffa ai danni dello Stato veniva chiesto, di volta in volta, l'indebita restituzione di patenti di guida ritirate sulle quali gravavano provvedimenti di sospensione o revoca; la falsificazione materiale della patente di guida o di altri provvedimenti autorizzatori; l'illecita richiesta del duplicato di patenti benché le stesse fossero già gravate da provvedimenti ostativi; il rinnovo delle patenti senza lo svolgimento delle previste visite mediche; la restituzione di punti decurtati dalle patenti per infrazioni al codice della strada in assenza dell'effettiva frequenza dei previsti corsi; la predisposizione di falsa documentazione abilitativa alla guida temporanea in presenza di sospensione o revoca; l'occultamento delle pratiche amministrative e dei verbali trasmessi in Prefettura dagli organi accertatori, con lo scopo di evitarne la trattazione, facendo decadere i termini di prescrizione previsti per l'emissione dei decreti sanzionatori.

“Tali illeciti, - spiegano gli investigatori - che sarebbero stati realizzati previa remunerazione dei pubblici ufficiali coinvolti, avrebbero pertanto consentito ai soggetti sanzionati di continuare a circolare nonostante le gravi violazioni al codice della strada”. Le attività di riscontro sul territorio per verificare l'utilizzo di falsi permessi di circolazione sono state effettuate dai “Baschi verdi” del Gruppo Pronto Impiego di Napoli, deputati al controllo del territorio.

 

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