6 apr 2022

Santuario di Castellammare invaso dai tori, i frati si barricano per salvare i fedeli

Gli animali incustoditi scendono dai monti e scorazzano nei prati del santuario della Madonna della Libera, a rischio la stagione dei matrimoni. "Nessuno ci aiuta", dicono i frati

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Santuario della Madonna Libera

Napoli, 6 aprile 2022 – Convento invaso da tori, mucche e capre: i frati si barricano con catene e recinzioni per salvare i fedeli e non mandare a monte la stagione dei matrimoni, celebrati nel santuario francescano. È la curiosa vicenda che sta accadendo a Castellammare di Stabia, nel Napoletano. Da mesi, gli animali selvatici stanno scendendo dai monti per scorrazzare vicino al santuario della Madonna della Libera, quotidianamente “visitato” da capre e tori, che oltre a scorrazzare liberamente lasciano dietro di sé una scia di danni ed escrementi, incompatibili con il glamour dei matrimoni.

“Ogni giorno – racconta padre Vincenzo Ronga, il rettore dell’eremo – siamo costretti a un superlavoro per ripulire le scale e tutto intorno dagli escrementi che abbandonano gli animali. Due giorni fa una capra è entrata in chiesa e ha ridotto il pavimento a una stalla. Questo è un luogo di ritiro spirituale, qui si prega, ma da un po’ di tempo anche i fedeli temono di raggiungere l'eremo. Ci troviamo costretti a sbarrare i cancelli, almeno negli orari di chiusura del Santuario”.

Nessuno interviene, i frati “Disinteresse e ostilità diffusa”

La mole e l'invadenza di tori e capre, che scendono a valle senza alcun pastore che se ne prenda cura, sta spaventando e mette in fuga i fedeli e le scie di escrementi che lasciano in giro rovinano la festa alle coppie di sposi che, a breve, diventeranno presenza quotidiana nel santuario, molto richiesto per la bellezza della piccola chiesa e dei suoi affreschi dei Benedettini del X secolo, con una posizione privilegiata, in cima al monte Cataldo, e la vista panoramica sul Golfo.

Un disagio che va avanti da mesi e per il quale il rettore-guardiano, padre Vincenzo Ronga, ha invano finora chiesto aiuto all'Asl, ai politici locali, agli abitanti del vicinato. Da ieri, quindi, il Padre Guardiano ha apposto catene e recinzioni leggere per sbarrare agli animali l’accesso alle scale, il cortile e i luoghi di preghiera frequentati dai fedeli. “Sono mesi che chiedo
l'intervento di Asl
e autorità locali, e l'aiuto degli abitanti nostri vicini, ma troviamo disinteresse e ostilità diffusi”, lamenta padre Vincenzo.


 

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