30 apr 2022

San Gennaro 2022, il sangue si è liquefatto in cassaforte: caso raro

Nel 2020, l'anno della pandemia, il sangue non si è sciolto, lo scorso settembre si è sciolto dopo tre giorni di attesa

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L'ampolla con il sangue di San Gennaro

Napoli, 30 aprile 2022 – San Gennaro ha “bruciato le tappe”, le ampolle con il sangue miracoloso si sono liquefatte all’interno della cassaforte del Duomo, dove erano custodite. Un caso rarissimo che ha lasciato i fedeli a bocca aperta, quest’anno nessuna attesa per il famoso prodigio del patrono di Napoli. Evento raro: si è verificato solo poche altre volte in passato. È accaduto oggi intorno alle 17, quando a Napoli si è rinnovato il primo dei tre miracoli di San Gennaro.

Il miracolo c'è stato, cosa è successo oggi:

L'annuncio

L'annuncio dell'avvenuto prodigio è stato salutato da un caloroso applauso da parte dei fedeli e dei turisti presenti nella Cattedrale. Il sangue del Martire era già sciolto quando le reliquie sono state prelevate dalla cassaforte della Cappella del Tesoro, attraverso la Deputazione di San Gennaro, alla presenza dell'arcivescovo Domenico Battaglia, dell'abate prelato monsignor Vincenzo De Gregorio e dai componenti della deputazione, presieduta dal sindaco Gaetano Manfredi

Contrariamente al solito, non c’è stata la lunga veglia di preghiera per invocare il prodigio. Le reliquie del santo sono state comunque portate in processione dal Duomo alla Basilica di Santa Chiara, riprendendo così il corteo sacro che da secoli si svolge nel sabato precedente la prima domenica di maggio. La processione manca da tre anni: nel 2019 non si tenne causa maltempo, negli ultimi due anni a causa dell'emergenza Covid. Dopo la preghiera e l'annuncio dell'avvenuto prodigio dello scioglimento del sangue, è iniziato il corteo: migliaia di persone hanno partecipato all'evento. Nel 2020, l'anno della pandemia, il sangue non si è sciolto, lo scorso settembre si è liquefatto dopo tre giorni di attesa

San Gennaro, torna la processione: le immagini
San Gennaro, torna la processione: le immagini

I tre miracoli che si rinnovano

Quello del sabato che precede la prima domenica di maggio, in ricordo della traslazione delle spoglie mortali del Santo da Pozzuoli alle catacombe di Capodimonte, è uno dei tradizionali tre miracoli che si rinnovano, solitamente, ogni anno: il 19 settembre, data in cui fu decapitato il martire nel 305 d.C. e dedicato al santo patrono cittadino; il 16 dicembre, nell'anniversario di una
terribile eruzione del Vesuvio del 1631 arrestata, secondo credenza popolare, per intercessione del Santo.

Nel corso dei secoli, i fedeli non hanno mai smesso di ritenere l'evento prodigioso come un vero e proprio miracolo, segno della protezione dal cielo. Secondo la tradizione popolare, infatti, il
tempo e l'intensità del sangue sono considerate di
buon auspicio per la città. Il ritardo nella liquefazione o l'assenza del miracolo – nonostante canti, preghiere, invocazioni e litanie – in dialetto viene considerato segno sfavorevole per Napoli e per i napoletani.

È tornata la processione

Dopo tre anni di stop nel 2019 a causa del maltempo esi è svolta al chiuso e nei due anni successivi è stata sospesa per la pandemia torna a Napoli la tradizionale e solenne processione del busto di San Gennaro e delle ampolle contenenti il sangue del martire. La processione si snoda dal Duomo alla Basilica di Santa Chiara nel pomeriggio del sabato precedente la prima domenica di maggio, passando lungo le strade di Forcella e i decumani, per ricordare la traslazione delle reliquie del santo dal cimitero nell'Agro Marciano, nel territorio dell'attuale quartiere partenopeo di Fuorigrotta, alle catacombe di Capodimonte, poi denominate, per questa ragione di San Gennaro.

La processione di oggi, presieduta dall'arcivescovo Domenico Battaglia, era conosciuta come processione degli infrascati, per la consuetudine del clero che vi prendeva parte di proteggersi dal
sole coprendosi il capo con corone di fiori e foglie (frasche, in napoletano). Ne è memoria la corona in argento che sovrasta il tronetto sul quale viene posta la teca con il sangue del santo,
che porta al centro un enorme smeraldo, dono della città al suo protettore nel '700, di provenienza colombiana.

Dopo la preghiera e l'annuncio dell'avvenuto prodigio dello scioglimento del sangue, è iniziato il corteo. Lungo il percorso, i parroci del territorio attraversato onoreranno il Santo Patrono con l'offerta dell'incenso e il suono delle campane. Il corteo processionale è accompagnato dalla fanfara dei carabinieri. Nella basilica di Santa Chiara è poi prevista la celebrazione eucaristica. Alla processione e alla celebrazione prenderanno parte il Vescovo di Ascoli Piceno e una delegazione della comunità parrocchiale di proveniente da Folignano, comune ascolano dove è particolarmente vissuto il culto a San Gennaro.

Prima volta per il sindaco Manfredi

Una folla di fedeli, curiosi e turisti ha atteso il passaggio del busto e delle ampolle contenenti il sangue del patrono di Napoli e della Campania. Sangue che è stato trovato già liquefatto
all'apertura della cassaforte dove sono conservate le reliquie, evento raro: si è verificato solo poche altre volte in passato. Molti in strada portano la mascherina. Ad indossarla anche l'arcivescovo, Domenico Battaglia, i vescovi ausiliari ed i canonici della cattedrale che insieme ai membri della Deputazione scorteranno il busto e le ampolle con il sangue di San Gennaro dalla cattedrale a Santa Chiara.

Quella di oggi è la prima processione per il sindaco Gaetano Manfredi, eletto l'autunno scorso: il primo cittadino di Napoli custodisce una delle due chiavi della cassaforte, che si trova nella Cappella del Tesoro, dove sono conservate le ampolle. La processione di oggi si snoda lungo le strade del centro storico di Napoli. In tanti hanno voluto addobbare i balconi con drappi o semplicemente esponendo delle coperte. L'avvio della processione è stato preceduto da un breve momento di preghiera guidato dallo stesso arcivescovo. Il corteo viene accompagnato dalla Fanfara dei Carabinieri.

In aggiornamento

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