Tullio Pagliaro e Giuseppe Fusella uccisi a Ercolano
Tullio Pagliaro e Giuseppe Fusella uccisi a Ercolano

Napoli, 30 ottobre 2021 – I due ragazzi uccisi ad Ercolano sono stati "colpiti mortalmente alla testa dai proiettili che hanno perforato il tetto dell'autovettura, complessivamente raggiunta da cinque colpi di arma da fuoco". Lo sottolinea il procuratore aggiunto di Napoli, Pierpaolo Filippelli, dopo il fermo del 53enne Vincenzo Palumbo per il duplice omicidio del 26enne Giuseppe Fusella e di Tullio Pagliaro, di 27 anni, spiegando che "dalle immagini di sistema di video sorveglianza acquisite, risulta altresì che tutti i colpi sono stati esplosi mentre l'auto era in movimento e si allontanava dall'abitazione di Palumbo". 

Dalle indagini svolte “risulta che l'indagato aveva esploso, dopo la mezzanotte, 11 colpi d'arma da fuoco con una pistola Beretta calibro 40, regolarmente detenuta, all'indirizzo degli occupanti della Fiat Panda" che si andava allontanando. "La dinamica dei fatti, per il numero, la sequenza e la direzione dei colpi esplosi, così come ricostruita attraverso le indagini fin qui svolte, appare rivelare una condotta intenzionalmente e senza giustificazione rivolta a cagionare la morte violenta dei giovani Giuseppe Fusella e Tullio Pagliaro", continua il procuratore. Tullio Pagliaro, il ritratto del 26enne ucciso a Ercolano. "Un bravo tennista, generoso"

Il racconto dell’uomo contraddetto dalle telecamere

Secondo la Procura, l’uomo avrebbe agito intenzionalmente. Prima di firmate l’atto di fermo, il pubblico ministero ha proceduto all'interrogatorio di Palumbo, il quale “ha riferito di essere stato svegliato dal suono del sistema di allarme della propria abitazione e che dopo aver preso la pistola, che ogni notte custodiva sotto al letto a causa di un furto subito in casa il 4 settembre 2021 ad opera di ignoti - continua la procura – si era precipitato fuori al terrazzo per respingere temuti ladri o rapinatori".

"L'indagato ha riferito di aver visto un giovane in fuga all'interno della sua proprietà, il quale, alle sue grida, sarebbe fuggito a bordo della Fiat bianca che lo avrebbe atteso con il motore acceso - continua - L'indagato dichiarava, altresì, di aver esploso 4 o 5 colpi d'arma da fuoco nonostante la pistola si fosse inceppata dopo l'esplosione del primo. Gli esiti documentati delle indagini delegate ai Carabinieri della Compagnia di Torre del Greco contraddicono allo stato la tesi difensiva".

"Le vittime, entrambe incensurate, non detenevano armi da fuoco o di altro genere, né strumenti atti allo scasso o per agire travisati. Nessun altro elemento risulta acquisito per ipotizzare che le vittime si trovassero in quel luogo per commettere furti o altro genere di reati contro il patrimonio o la persona”, prosegue la Procura di Napoli. La Procura ha sottoposto il risultato delle prime indagini al giudice delle indagini preliminari, “richiedendo l'adozione della misura cautelare della custodia in carcere".

Cosa è accaduto quella notte

Duplice omicidio volontario. È questo il reato contestato al 53enne Vincenzo Palumbo, l'autotrasportatore di Ercolano che, l’altra notte, ha impugnato la sua pistola e ha fatto fuoco contro il 26enne Giuseppe Fusella e l’amico Tullio Pagliaro, di 27 anni, entrambi incensurati.

Dopo un interrogatorio durato quasi 24 ore, il pm ha disposto il fermo per aver sparato 11 volte contro i ragazzi e colpito mortalmente, anche alla testa i due amici di Portici, rimasti a chiacchierare vicino alla villetta di Palumbo, lungo la via Marsiglia di Ercolano. L’omicida si è parato davanti ai due e ha premuto il grilletto non una volta, ma sei volte: una raffica di colpi scaricati contro i ragazzi, centrandoli alla testa e agli organi vitali. Li avrebbe scambiati per due ladri, almeno questa è la versione del 53enne Palumbo, un autotrasportatore incensurato che qualche mese fa si era visto rubare un’auto nuova fiammante. Gli inquirenti non sono convinti fino in fondo di questa motivazione e, per questo, hanno cercato di ricostruire attraverso il suo raccorto, i rilievi e l'ascolto di testimonianze dei residenti della zona una dinamica più dettagliata dell'accaduto.

Carabinieri e specialisti del reparto della Scientifica sul luogo del duplice omicidio

“Non voleva uccidere”: Palumbo chiede scusa alla famiglia dei ragazzi

Vincenzo Palumbo chiede scusa ai familiari, non voleva uccidere”. A rompere il silenzio sul duplice omicidio dei ragazzi uccisi a Ercolano è l'avvocato Francesco Pepe, il legale dell’uomo fermato per il duplice omicidio che ha sconvolto due città: Portici, la cittadina dove vivevano i ragazzi, ed Ercolano, dove l'altra notte i residenti della tranquilla zona residenziale di vai Marsiglia, incredibili, hanno scambiato i colpi per fuochi d’artificio. “Anche lui è profondamente addolorato”, continua il legale dell’autotrasportatore. E ripete: “Non voleva uccidere. È una persona perbene, è incensurato ed è distrutto perché non era sua intenzione. Aspettiamo che la magistratura faccia il suo lavoro”. Palumbo ha sparato con una pistola legalmente detenuta, custodita nel comodino della camera da letto e che il 53enne avrebbe estratto con furia, precipitandosi fuori di casa, per colpire, Non avrebbe avuto un attimo di esitazione, almeno stando agli elementi emersi finora.

Lutto cittadino a Portici, il sindaco: “Due ragazzi solari”

È sconvolta dal dolore la comunità di Portici, dove il sindaco Vincenzo Cuomo ha proclamato il lutto cittadino. “Proclameremo il lutto cittadino, perché il dolore per l’uccisione di due ragazzi perbene ed innocenti avvolge l’intera comunità. Poi ci sarà il momento dei perché e dei per come sia potuta accadere questa immane tragedia e noi ci saremo". Ieri il sindaco ha parlato a lungo con le famiglie Fusella e Pagliaro. “Sono andato a casa dei genitori di Giuseppe e ho parlato a telefono con il papà di Tullio – racconta il primo cittadino di Portici –. È impossibile descrivere l'atrocità di un dolore tanto crudele come quello di non vedere più un figlio, perché ammazzato con dei colpi di arma da fuoco per cause incredibili ed assurde".

"Due bravi ragazzi, due persone perbene, la loro uccisione ha sconvolto la nostra comunità. Anche io, come tanti, sono stato travolto e rimasto incredulo dalla notizia”, dice il primo cittadino, sconvolto per quanto accaduto. E infatti prosegue: "Quello che è successo a Giuseppe e Tullio sarebbe potuto accadere a ciascuno di noi o a un nostro figlio, e questo attesta l'assurdità di una tragedia e la complessità del tempo che viviamo”.

Ho condiviso il dolore dei genitori e dei parenti di Giuseppe e Tullio, due ragazzi solari, due persone buone, due giovani apprezzati ed amati dalla nostra comunità". La data dei funerali non è ancora stata fissata, bisognerà attendere il via libera della Procura di Napoli, che nelle prossime ore proseguirà le indagini per ricostruire l'esatta dinamica per confrontare i fatti con la versione del duplice omocida. "Saremo a fianco delle famiglie di Giuseppe e Tullio nel dolore, ma anche nella ricerca della verità dei fatti e nella richiesta di giustizia per due uccisioni di vittime innocenti strappate all'affetto dei genitori, delle sorelle e del fratello e di quanti, parenti ed amici, gli volevano bene”, conclude il sindaco.