Carabinieri
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Napoli, 29 aprile 2021 - Una giovane donna è morta in ospedale dopo essere stata ricoverata per ferite da arma da taglio. Il decesso è avvenuto nel nosocomio di Castellammare di Stabia, mentre il corpo della ragazza era stato trovato in fin di vita a Pompei, nei pressi di un box auto di uno stabile in via Carlo Alberto, a 400 metri dalla basilica-santuario della Madonna di Pompei. La vittima, una studentessa universitaria di Pompei, si chiamava Grazia Severino. Era nata il 30 aprile del 1997, domani avrebbe compiuto 24 anni.

La Procura indaga sulla dinamica: non si esclude alcuna pista

I sanitari, allertati da un residente dello stabile che aveva ritrovato la vittima sul selciato, hanno riscontrato, sul suo corpo, tre coltellate all'addome e segni che riconducono a una possibile violenza sessuale, oltre alla frattura di entrambe le caviglie.

Le indagini sulla morte della ragazza, iniziate immediatamente dopo il ritrovamento del corpo, sono coordinate dal pm della Procura di Torre Annunziata, Antonio Barba. Al momento gli inquirenti non escludono alcuna pista. Secondo le primissime ricostruzioni, sembrerebbe che la frattura di entrambe le caviglie sarebbe dovuta ad una caduta dal quarto piano dello stabile dove poi il corpo è stato trovato.

Sul caso restano molti dubbi: gli inquirenti sono al lavoro per ricostruire una dinamica parsa da subito aggrovigliata. I carabinieri stanno ascoltando parenti e amici di Grazia, nel tentativo di ricostruirne le ultime ore di vita.

La consigliera regionale Patriarca: "Fermezza contro violenza bruta"

Sulla tragedia di Pompei è intervenuta Annarita Patriarca, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale. "Ancora una volta ci ritroviamo schiacciati di fronte alla bruta violenza, quella di oggi a Pompei dove una giovane donna è stata violentata e uccisa a coltellate", le sue parole.

"Ancora una volta una donna si è trovata sola e indifesa - ha aggiunto Patriarca -. Confidiamo nelle capacità e nell'impegno di magistratura e forze dell'ordine per identificare e assicurare alla giustizia le 'belve' che hanno commesso un delitto così atroce. Un delitto che ripropone con crudezza e urgenza il tema della violenza di genere e della sicurezza nelle nostre città. Davanti a episodi così efferati, è opportuno che le Istituzioni e la società civile rispondano con unità d'intenti e fermezza".