22 feb 2022

Professore picchiato a Casavatore, il racconto di Morabito: "Calci e pugni da 5 balordi"

"Non so se si tratti di genitori o di mandanti: mi ritrovo 5 balordi sotto casa, uno mi chiede se fossi Enrico. Si, sono io, rispondo. E a quel punto inizia il pestaggio”, racconta la vittima. Enrico Morabito

Napoli, 22 febbraio 2022 – È bastato un rimprovero ad alcuni studenti fuori controllo per fare scoppiare la violenza fuori dalla scuola, dove un gruppo di adulti ha picchiato il supplente. Dopo l’aggressione al professore di Casavatore, nel Napoletano, Enrico Morabito racconta i dettagli del pestaggio. “Non so se si tratti di genitori o di mandanti, ma non voglio generalizzare perché in quella scuola ci sono tanti bravi ragazzi. Io vittima? Siamo in due: io che ho subito che ho subito l’aggressione, ma anche i bambini sono vittime a cui è stata mostrata una società falsata, basata sull’odio”.

L’aggressione è accaduta pochi giorni fa alla scuola media De Curtis di Casavatore, il paese in cui vive il docente. Era l’ultimo giorno di supplenza, dopo una settimana passata con quegli studenti. Ad un certo punto, “la classe ha iniziato a dare di matto e, come fanno tutti gli insegnanti, ho messo una nota di classe”. Una classe turbolenta, quella nota non era la prima. “Se si va a sfogliare il registro di quella classe, è pieno di note di demerito”. Ma la nota non è bastata, la cagnara continuava. Una situazione fuori controllo. “Continuavano a farsi i fatti loro – continua il racconto del docente –: chi usciva, chi faceva assembramento, chi si sedeva sul davanzale della finestra. A quel punto li ho richiamati un po’ più aspramente, dicendo che la scuola poteva sospenderli, abbassare i voti, poteva addirittura separarli dai loro compagni di classe mettendoli in altre sezioni”.

Cinque aggressori sotto la casa del prof

Nel pomeriggio qualcuno citofona a casa del professore, che vive nella stessa cittadina della scuola, risponde la madre e una voce le dice: “Siamo amici di Enrico, fate scendere vostro figlio?”. E Morabito scende. “Ero convinto di trovare i miei studenti. Invece, mi ritrovo 5 balordi, uno mi chiede se fossi Enrico. Si, sono io, rispondo. E a quel punto inizia il pestaggio”. Momenti dolorosi quelli raccontati da Enrico Morabito, che con coraggio ha poi denunciato l’aggressione: prima ai carabinieri e poi sui social.

Ecco quel che è accaduto. “Mi trattengono le mani per non farmi fuggire, mi prendono a calci e pugni, uno mi afferra per i capelli e mi sbatte la testa contro il vetro del palazzo che si sporca di sangue. Poi vanno via dicendo: ‘Non tornare più a scuola e non denunciare ai carabinieri, tanto non ci interessa”. E invece la prima cosa che ho fatto è stato chiamare i carabinieri, che mi hanno trovato in uno stato di semi incoscienza e hanno chiamato l’ambulanza”. Aperte le indagini, si cerca di identificare i cinque aggressori.

Giovani arrabbiati

Aggressioni sempre più frequenti in Campania, dove anche domenica un cantante neo melodico ha minacciato un 31enne, “colpevole” di aver guardato una ragazza in un agriturismo del Casertano. “Generazioni di giovani arrabbiati – incalza Morabito – che non hanno più rispetto per le persone. Non solo i giovani, ma anche i genitori che non sanno più educare alle regole i propri figli”.

“Il preside è molto addolorato per quanto accaduto. Mi ha detto: questo sarà un motivo in più per continuare a lottare contro un sistema criminale”, dice il professore. Fa ancora più male questa aggressione, avvenuta ai margini di una scuola, la De Curtis, che ogni anno organizza anche un premio nazionale di poesia sulla legalità. Morabito ha “voglia e forza di andare avanti” e all’odio risponde con un fiore. E dice ai suoi aggressori: “Vi voglio sempre bene, però sappiate che questo non è il modo di agire”.

 

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