quotidiano nazionale
4 feb 2022

Omicidio di Grumo Nevano, la madre del reo confesso: "Non è più mio figlio, è un mostro"

Spunta un giallo nell'omicidio: il ruolo di un amico di D'Ambra, che rischia l'incriminazione di favoreggiamento. Il 31enne è guardato a vista, si teme poss afarsi del male. Domani, alle 9.30, l'udienza di convalida del fermo

4 feb 2022
featured image
La vittima Rosa Alfieri e il vicino che ha confessato l'omicidio Elpidio D'Ambra
featured image
La vittima Rosa Alfieri e il vicino che ha confessato l'omicidio Elpidio D'Ambra

Napoli, 4 febbraio 2022 – Spunta un giallo nell’omicidio della 23enne Rosa Alfieri: il ruolo svolto da un conoscente di Elpidio D'Ambra al quale avrebbe consegnato le chiavi di casa, poco dopo la fuga che rischia l'incriminazione di favoreggiamento.

Il 31enne ha confermato di essere un assuntore abituale di cocaina, ma quel giorno avrebbe assunto la droga solo dopo l'omicidio. Il 31enne avrebbe riferito di avere ucciso la ragazza e poi si sarebbe recato a Napoli in treno dalla stazione di Frattamaggiore, raggiunta a piedi. Nel capoluogo campano è stato arrestato il 2 febbraio scorso dopo essere andato in taxi all'ospedale San Paolo, provenendo dal rione Traiano, dove ha fatto una tappa che è ancora sotto la lente degli investigatori. Non risulta al momento che sia stato sottoposto a test. Non è escluso, comunque, che le analisi vengano disposte a breve, come anche l’autopsia sulla salma della giovane vittima.

In carcere guardato a vista, domani l’udienza

È rinchiuso al carcere di Poggioreale, guardato a vista. Si teme che il 31enne Elpidio D'Ambra possa compiere gesti autolesionistici dopo aver confessato di aver ucciso il primo febbraio a Grumo Nevano la 23enne Rosa Alfieri.

Domani, alle 9.30 davanti alla quinta sezione gip del Tribunale di Napoli Nord, ci sarà l'udienza per l'eventuale convalida del fermo disposto dalla pm Patrizia Dongiacomo, che lo ritiene responsabile del reato di omicidio volontario. È probabile anche che sia disposta una perizia psichiatrica come chiesto dall'avvocato difensore di D'Ambra, Dario Maisto.

L’interrogatorio

Agli inquirenti, nel corso di un interrogatorio alla presenza del suo legale, ha ammesso di essere l'assassino di Rosa, ma non il presunto tentativo di violenza sessuale, come invece sospetta la cugina della vittima. Intanto continuano le indagini dei carabinieri di Giugliano in Campania e della stazione di Grumo Nevano, coordinate dall'ufficio inquirente guidato dal procuratore Maria Antonietta Troncone.

Lo sfogo della madre: “È un mostro, sto male per la ragazza”

Non è più mio figlio, è un mostro. Quello non voglio più vederlo. Sono vicina alla famiglia di Rosa”. Sono parole cariche di dolore quelle della proferite da Cristina Salas, la madre di Elpidio D'Ambra, il 31enne arrestato con l'accusa di aver ucciso a Grumo Nevano la 23enne Rosa Alfieri. “Io – aggiunge la donna –sto con il dolore della famiglia della povera Rosa”.

La donna non ha nominato alcun avvocato di fiducia per il figlio, che ora è difeso da un legale d'ufficio. “Non lo conosco: non so più chi è, non mi appartiene, non ci ho parlato, non voglio più chiamarlo”, ribadisce la donna. È troppo forte il dolore per quanto accaduto alla 23enne Rosa Alfieri, trovata senza vita nell’appartamento in cui viveva D’Ambra, rientrato da poco a Napoli dopo un lungo periodo trascorso in Spagna.

Approfondisci:

Omicidio Rosa Alfieri. "Targa in consiglio regionale per lei e vittime di femminicidio"

“È un mostro, non una persona – ha continuato la donna nell’intervista – non ci sono parole. Mi dispiace tantissimo per la ragazza, ogni volta penso a quanto avrà sofferto. So soltanto che sto male per loro. Non voglio che sia più detto che è mio figlio, quella parola non la voglio più sentire Ci ha distrutto, ha distrutto tante famiglie. Questo lo fa solo un mostro, nessuno più”. Mentre le indagini proseguono per accertare quanto accaduto, si attende l'autopsia che potrà aiutare a ricostruire ancora di più quanto è avvenuto. Elpidio

D'Ambra è stato rintracciato dopo diverse ore in ospedale a Fuorigrotta. Ha raccontato di avere invitato la ragazza ad entrare nel suo appartamento per chiederle informazioni sulle bollette della corrente, visto che l’appartamento in cui viveva in affitto era di proprietà del padre della ragazza. A questo punto, ha detto ancora l'uomo, ha sentito “delle voci nella sua testa che gli dicevano di agire”.

 

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?