Napoli, 20 ottobre 2021 - Il blitz ambientalista è stato fatto "nel massimo rispetto delle opere pubbliche, senza arrecare danno alcuno" assicura l'artista Michele Tombolini che rivendica la paternità delle maschere di cartapesta che, nella notte tra il 18 e il 19 ottobre, sono comparse su molte statue in diverse città italiane. L'opera si chiama "The voice off the planet" ed è stata realizzata da Tombolini in collaborazione con Extinction Rebellion, movimento internazionale ambientalista, non-violento e creativo “ che utilizza azioni non violente e disobbedienza civile per persuadere i governi ad agire sull'emergenza climatica ed ecologica". Le installazioni sono state realizzate a Venezia, Milano, Roma, Firenze, Torino, Napoli, Palermo, Padova e Verona; le maschere raffigurano un teschio umano con una croce nera sulla bocca, elementi utilizzati dall'artista anche in altre sue precedenti opere. Napoli, teschi di cartapesta sulle statue, raid rivendicato da Extinction Rebellion

A Napoli i teschi sono stati posizionati in piazza Plebiscito il teschio era sulla statua di Carlo V all'interno della nicchia della facciata del Palazzo Reale; in piazza Bovio era sulla statua di Vittorio Emanuele III di Savoia; in via Nazario Sauro coinvolta la statua di Umberto I di Savoia e in via Cesare Console, invece, il teschio è stato ritrovato sulla statua di Marco Aurelio. Teschi anche sulle teste di alcuni monumenti a Venezia, Verona e Padova; in quest'ultimo caso i teschi, sormontati da corone di rami e foglie, sono stati piazzati sulle statue di Prato della Valle. Tra le statue mascherate a Venezia, quella di Carlo Goldoni, in campo San Bartolomio, e di Paolo Sarpi in campo Santa Fosca lungo Strada Nova.

Il teschio come morte del pianeta

Con l'installazione "The voice off the Planet", spiega Tombolini, "affronto per la prima volta la questione ambientale per incoraggiare una presa di responsabilità in merito a tutto ciò che riguarda l'inquinamento, la crisi climatica e la sesta estinzione di massa, quel disastro che ormai tutti iniziamo ad avere sotto gli occhi. Il teschio, che ho spesso utilizzato in altri miei lavori, qui assume il valore simbolico della morte della pianeta, e nel contempo anche della sua rinascita. Una terra che possiamo ancora aiutare, quindi, perché dalle nostre menti possono uscire le idee più distruttive come le soluzioni più giuste, le tecnologie più efficienti, le innovazioni più straordinarie, dipende dall'uso, abuso e disuso che se ne fa. I teschi sono completati dall'apposizione di alcune piante sul cranio, come simbolo di una delle possibili vie di redenzione, e dal simbolo di una croce nera sulla bocca, che contraddistingue gran parte della mia produzione e che rappresenta la censura di cui siamo vittime. Quella censura che per primo combatto con sempre più convinzione e forza, dando voce a chiunque non possa parlare o dire la verità, in questo caso per comunicare l'emergenza climatica che stiamo vivendo".

Il movimento ambientalista internazionale

Tombolini spiega inoltre di aver scelto di collaborare con il movimento Extinction Rebellion "per la loro identità ambientalista non-violenta e creativa, e per dare all'installazione temporanea il carattere della sincronicità, grazie alla presenza del movimento in oltre 80 Paesi a livello globale e in più di 35 città in Italia. Extinction Rebellion è un movimento che negli ultimi tre anni si è esteso in tutto il mondo in reazione a questa gravissima crisi. La strategia chiama alla disobbedienza civile non-violenta per indurre i governi ad agire per evitare le conseguenze peggiori di cui la scienza ci avverte da decenni. Il messaggio di Extinction Rebellion è chiaro: in questo momento storico di emergenza senza precedenti, è necessario che tutte e tutti noi prendiamo in mano la nostra vita, senza restare in attesa nella speranza che qualcosa di positivo possa accadere o che altre persone ci penseranno. Adesso tocca a noi: il tempo è finito e dobbiamo fare ciò che è necessario per il bene e la vita.", conclude Tombolini.

La rimozione a Napoli con l’assistenza della Soprintendenza

Al via le attività di rimozione delle maschere di cartapesta posizionate su alcune statue nella notte tra il 18 e il 19 ottobre a Napoli. L'azione è stata ripetuta in diverse città italiane come Milano, Venezia e Firenze: nel capoluogo toscano 4 attivisti sono stati sorpresi e denunciati per deturpamento di beni di interesse storico artistico. A Napoli la rimozione delle maschere, che raffigurano un teschio con una X sulla bocca, sarà effettuata da personale del Comune di Napoli e della Soprintendenza, con il supporto dei Carabinieri della compagnia Napoli Centro. La prima statua ad essere "liberata" dal teschio di cartapesta è stata quella raffigurante Carlo V e posta sulla facciata del Palazzo Reale, a piazza del Plebiscito. Teschi rimossi anche in piazza Bovio era sulla statua di Vittorio Emanuele III di Savoia; in via Nazario Sauro coinvolta la statua di Umberto I di Savoia e in via Cesare Console, invece, il teschio è stato ritrovato sulla statua di Marco Aurelio.  Al momento non si sarebbero
registrati danni ai monumenti.