Napoli, de Magistris: “San Carlo? Soldi ai lavoratori o stop ai fondi”
Napoli, de Magistris: “San Carlo? Soldi ai lavoratori o stop ai fondi”

Napoli, 1° maggio 2021 – Il primo cittadino di Napoli, Luigi de Magistris, in veste di sindaco della Città Metropolitana, ‘minaccia’ uno stop ai fondi per il Teatro San Carlo in caso di mancato rispetto degli accordi presi per tutelare i lavoratori dello spettacolo da parte della dirigenza della struttura.

De Magistris sul San Carlo: “Impegno continuo per superare precariato artisti”

“Uno degli spazi più nobili della nostra città è il Teatro San Carlo – commenta de Magistris –. Per il teatro più antico e più bello d'Italia, come sindaco metropolitano sono andato persino contro un’interpretazione burocratica della legge. La norma che istituiva la Città Metropolitana sottraeva a questo ente la possibilità di occuparsi di cultura. Avremmo dovuto quindi abbandonare il teatro e dedicarci ad altro”.

E aggiunge: “Pensai che, siccome la cultura non era prevista, mentre lo era lo sviluppo, non può esserci sviluppo senza cultura e quindi chiesi ed ottenni dal Consiglio di applicare la Costituzione ed intendere la cultura ed i teatri quali strumenti di rinascita del nostro tessuto sociale ed economico. Non solo, ho continuato a finanziare ogni anno il San Carlo, ma ho trasferito milioni di euro in aggiunta a quelli previsti da statuto pur di favorire il superamento della condizione del precariato che coinvolge gli artisti del teatro”.

“Tutele per i lavoratori, altrimenti stop ai fondi”

L’ultimo finanziamento straordinario erogato prevede infatti un investimento di tre milioni di euro solo per quest’anno. Soldi per “le lavoratrici e i lavoratori, per combattere il precariato storico ed assumere, non per fare altro”, tiene a precisare il primo cittadino partenopeo. “Ho ricevuto dal management del San Carlo rassicurazioni e strette di mano, ma non ho visto infondere la serenità dovuta agli artisti del teatro più bello d'Italia”.

Per questo, de Magistris annuncia che “se quelle strette di mano e quegli impegni non verranno onorati ed i finanziamenti dati non verranno usati per i lavoratori, chiederò alla Città Metropolitana di destinare ad altro comparto culturale le nostre risorse. Oggi si festeggiano i lavoratori e le lavoratrici, non le élite e i dirigenti lautamente remunerati”.

“Primo Maggio lacerante per il mondo dello spettacolo”

Secondo il sindaco di Napoli, infatti, quello di oggi è un Primo Maggio in cui “ancora più lacerante appare la ferita di tutti quei lavoratori che non trovano la serenità che la nostra Costituzione pure prevede di garantire. In particolare un settore che ha sentito duramente questa pandemia è quello della cultura”.

“Un comparto – conclude de Magistris – che già prima soffriva di un precariato patologico, con il Covid ha visto chiudere i luoghi che non servono solo a ricordare il senso nobile delle nostre esistenze, ma che nelle nostre terre di ‘periferia’ potevano dare una opportunità di emancipazione ai nostri ragazzi”.