Napoli, sciopero Anm
Napoli, sciopero Anm

Napoli, 23 aprile 2021 - Un'adesione di oltre il 41% dei dipendenti sui mezzi di superficie, addirittura al 77% sulle funicolari, che sono rimaste ferme come la metro linea 1. Questi sono stati tra gli effetti dello sciopero del trasporto pubblico di 4 ore proclamato da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, UglFna, Faisa Cisal, Usb e Orsa, dalle 11 alle 15.

Il sindacato Usb ha parlato di "adesione altissima" per lo sciopero dei lavoratori Anm. L’azienda ha confermato che è rimasta ferma dalle ore 11 la linea 1 della metropolitana (dove il 65% dei lavoratori ha aderito allo sciopero) e le tre funicolari Centrale, Montesanto e Chiaia, mentre Mergellina è ferma per motivi tecnici. Per quanto riguarda la linea 1 della metro, la ripresa del servizio è arrivata con la prima corsa pomeridiana da Piscinola alle 15.55 e da Garibaldi alle 16.35; quella del servizio delle funicolari, invece, alle 15.20.

È stata meno alta l'adesione nel trasporto di superficie (tram, bus, filobus): solo del 41,7%. I mezzi hanno continuato a circolare con la presenza delle linee di supporto di compagnie private, che non hanno aderito alla protesta.

Sindacato Usb: “Diamo voce a una categoria da sempre l’ultima ruota del carro”

"I lavoratori dei settori gomma, ferro e sosta - ha affermato Marco Sansone e Adolfo Vallini dell'Usb - hanno dimostrato di respingere con forza la cattiva gestione aziendale e di non accettare supinamente il peggiorare delle condizioni di lavoro senza minimamente toccare privilegi e sacche parassitarie".

Il sindacato Usb ha ribadito che lo sciopero è stato indetto "per denunciare le pessime condizioni igienico-sanitarie dei mezzi pubblici e degli ambienti di lavoro, per chiedere la stabilizzazione dei 160 autisti interinali e per chiedere un'ulteriore assunzione di personale". Accanto a queste rivendicazioni, l'Usb ha sottolineato la necessità "di giuste misure di sicurezza contro le aggressioni e gli atti vandalici”.

"Uno sciopero per ribadire, una volta di più, che gli accordi economici esistenti vanno rispettati, per dare voce a una categoria, gli operatori di esercizio, da sempre ritenuta l'ultima ruota del carro", hanno concluso i sindacalisti.