Napoli, osso di perone per ricostruire la mandibola: l’intervento è un successo
Napoli, osso di perone per ricostruire la mandibola: l’intervento è un successo

Napoli, 30 aprile 2021 – Mandibola perfettamente ricostruita grazie a un osso del perone: è stato un successo l’intervento chirurgico a cui si è sottoposta una casalinga 48enne di Pomigliano d'Arco, nel Napoletano. A celebrare la riuscita dell’intervento effettuato un mese fa, dopo i controlli degli ultimi giorni, sono gli stessi medici del Pascale, che hanno sottolineato l’importanza della ricerca scientifica anche per trovare soluzioni innovative nella cura dei tumori. L’operazione non solo ha salvato la vita alla donna, ma le consente oggi di parlare e mangiare senza problemi.

L’operazione di ricostruzione della mandibola 

La paziente era affetta da un carcinoma ameloblastico della regione parasinfisaria e alla mandibola sinistra quando si è presentata all'equipe di Franco Ionna, direttore del dipartimento maxillo-facciale dell’Istituto Nazionale Tumori ‘Fondazione Pascale’ di Napoli.

Grazie all'impiego di tecnologie avanzate di demolizione e ricostruzione personalizzata, l'intervento ha previsto l'asportazione del tumore mediante la rimozione di una parte della mandibola, che è stata poi ricostruita con un lembo osseo di perone della stessa paziente reimpiantato in microchirurgia utilizzando un modello costruito al computer e stampato in 3D in materiale plastico.

“Ricostruzioni mandibolari una sfida in termini di funzionalità ed estetica” 

La donna, al primo controllo effettuato, è sembrata in ottime condizioni dal punto di vista estetico e funzionale e, soprattutto, è senza malattia: il tumore non c'è più.

Il dottor Ionna ha spiegato che "in chirurgia maxillo-facciale le ricostruzioni mandibolari hanno da sempre rappresentato una sfida in termini sia di funzionalità che di estetica. Tra gli strumenti a nostra disposizione nel progettare un intervento demolitivo e ricostruttivo vi è la possibilità di utilizzare le nuove tecnologie CAD/CAM. Queste in particolare consentono la realizzazione di un oggetto progettato al computer (CAD) e la sua successiva stampa in manufatto (CAM). Un prototipo così ottenuto può essere utilizzato nella fase pre-operatoria per programmare con esattezza i margini della resezione e allo stesso tempo può essere utilizzato per modellare il segmento osseo e la placca da ricostruzione. Tutto questo permette anche di ridurre i tempi dell'intervento".

L’impegno dell’Irccs Fondazione Pascale 

"Il Pascale non si è mai fermato - ha affermato il direttore generale dell'Irccs, Attilio Bianchi -. Non solo nel garantire tutti i profili assistenziali ai tempi del Covid; non si è mai fermato anche nella ricerca di soluzioni innovative al servizio dei nostri pazienti. Un lavoro di squadra mirabile, tra chirurghi anestesisti, infermieri e tutti gli operatori, di altissima tecnologia e di grande abnegazione umana. Noi andiamo avanti così".