I carabinieri
I carabinieri

Napoli, 29 aprile 2021 - All’indomani dell’operazione dei carabinieri coordinata dalla Procura di Napoli che ha portato alla detenzione di 21 esponenti del clan napoletano dei Sibillo, negli atti dell’inchiesta vengono alla luce alcune intercettazioni che supportano l'ipotesi secondo la quale dopo l'arresto dei quattro reggenti della "costola" del clan Contini, tra i quali figurava anche il padre dei boss Emanuele e Pasquale Sibillo, arrestati il 9 marzo 2019, lo scontro già aspro con il clan Mazzarella avrebbe subito una recrudescenza.

Secondo quando emerge dall'ordinanza di custodia cautelare del gip di Napoli Luana Romano, che accoglie i risultati delle attività investigative dei carabinieri e della Dda di Napoli, i Mazzarella avrebbero approfittato del momentaneo vuoto di potere per appropriarsi delle attività illecite dei Sibillo, in particolare delle estorsioni ai negozi che si affacciano su via dei Tribunali, noto decumano del capoluogo partenopeo noto per la grande presenza di turisti e quindi particolarmente appetibile. 

Gli attentati alle pizzerie

Gli uomini dei Mazzarella, per portare a un livello più alto lo scontro, hanno iniziato così a compiere una lunga serie di attentati anche contro pizzerie piuttosto note che già pagavano il pizzo ai Sibillo. 

Per questo motivo è emblematica l'intercettazione del 6 marzo 2019 di una conversazione tra rivali (Sibillo da una parte, Mazzarella dall'altra) intercorsa su un cellulare sottratto durante uno scontro a un affiliato al clan Mazzarella e finito nelle mani di un elemento riconducibile ai Sibillo il quale, rivolgendosi all'autore di un raid contro una pizzeria, dice: "Sai sparare solo nelle pizzerie e basta... solo nelle pizzerie... hai preso l'appalto con i fabbri?".