L'incendio nell'Anfiteatro Flavio di Pozzuoli (Napoli)
L'incendio nell'Anfiteatro Flavio di Pozzuoli (Napoli)

Pozzuoli (Napoli), 17 luglio 2021 - All'indomani dell'incendio che ha distrutto le gradinate dell'Anfiteatro Flavio il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia chiede sicurezza e tempi rapidi. "Ora si faccia in fretta, si eliminino i pericoli e si metta in sicurezza l'intera area colpita dal terribile incendio, con la rimozione di tutte le gradinate di legno, che era già prevista e che più volte è stata oggetto di discussioni", dice il sindaco. Il rogo ha interessato le strutture lignee all'interno dell'Anfiteatro Flavio.

L'appello del primo cittadino

"Chiedo al direttore del Parco archeologico dei Campi Flegrei, Fabio Pagano, che ha la competenza sull'Anfiteatro Flavio e gli altri siti archeologici del territorio - aggiunge Figliolia - di mettere in campo con determinazione tutte le azioni necessarie per permettere ai turisti di ammirare nella sua pienezza la terza arena più grande del mondo romano. Così come è necessario giungere in tempi celeri alla definizione del progetto esecutivo per far partire la gara d'appalto per l'affidamento della prima parte di lavori previsti per la valorizzazione del sito e alla disponibilità degli ulteriori finanziamenti per il completamento dell'intervento, così come richiesto di recente al direttore generale Musei del Ministero dei Beni culturali, Massimo Osanna, in occasione della sua visita a Pozzuoli. L'Anfiteatro Flavio deve tornare ad essere presto un luogo d'eccellenza tra le bellezze archeologiche del nostro territorio", conclude Figliolia.

La storia dell'Anfiteatro Flavio

L’Anfiteatro Flavio dei due presenti in città è quello più integro e conservato meglio. Attribuito agli stessi architetti del Colosseo, del quale per altro è di poco successivo, ha una pianta ellittica di 149 x 116 metri. Gli scavi archeologici per portarlo alla luce iniziarono nel 1839 e si conclusero alla fine dello stesso secolo ma, solo nel 1947, a seguito di una nuova campagna di scavo, il monumento fu definitivamente liberato dai detriti. La cavea, divisa in tre livelli di gradinate (ima, media e summa), permetteva di contenere fino a 40.000 spettatori. Nei sotterranei, posti a circa 7 metri di profondità, sono tuttora visibili parti degli ingranaggi per sollevare le gabbie che portavano sull'arena belve feroci e probabilmente altri elementi di scenografia degli spettacoli. E'  uno dei siti archeologici più famosi al mondo.