La cancellazione del murales a Napoli
La cancellazione del murales a Napoli

Napoli, 11 maggio 2021 – Durissimo colpo alla criminalità organizzata di Napoli da parte dei Carabinieri. Dall'alba di questa mattina, gli agenti hanno applicato 12 misure cautelari nei confronti di altrettante persone ritenute affiliate alla camorra, in particolare ai clan Cutolo e Sorianello.

Nove in carcere

Tra queste 12 persone, nove sono state portate in carcere, due poste agli arresti domiciliari, mentre una è sottoposta all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Il clan Cutolo, tra i più potenti di Napoli, opera nel Rione Traiano, quartiere della periferia occidentale della città.

Le accuse

Gli indagati sono gravemente indiziati di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione e vendita di sostanze stupefacenti, tentato omicidio e porto abusivo di armi. Le indagini, condotte dai Carabinieri del nucleo investigativo di Napoli e della compagnia di Bagnoli e coordinate dalla DDA di Napoli, hanno consentito di documentare e ricostruire l'attività del gruppo criminale, sotto l'influenza dello storico cartello dell'Alleanza di Secondigliano.

Un'organizzazione ramificata

Nel corso delle indagini, i carabinieri hanno anche fatto luce sulle dinamiche del clan, che sarebbe capeggiato da Gennaro Carra e Vincenzo Cutolo, quest'ultimo figlio di Salvatore, storico capo dell'organizzazione. Gli inquirenti hanno ricostruito un sistema di approvvigionamento e smistamento di sostanze stupefacenti che, attraverso la gestione delle "piazze di spaccio" del Rione Traiano, consentiva di vendere al dettaglio ingenti quantitativi di cocaina, marijuana e hashish. Ma non solo, perchè sono anche emerse prove circa la volontà da parte del clan Cutolo di tentare di eliminare un affiliato a un clan rivale.

Arrestati illustri

Tra gli arrestati figurano alcuni tra i più potenti leader della camorra napoletata: Giuseppe Mazzaccarro, ritenuto a capo del gruppo camorristico della famiglia Sorianiello; Giuseppina Ostinato, coniuge di Salvatore Cutolo; Antonio Calone, legato alla famiglia Cutolo e probabile detentore del controllo criminale del quartiere di Posillipo.

Via i simboli della camorra

Un'operazione a tutto tondo, quella di oggi a Napoli. Contemporaneamente al blitz, sono stati infatti rimossi un altarino e un disegno su tavola dedicati a Fortunato Sorianello, deceduto il 13 febbraio 2014 in un agguato di stampo camorristico. Morte che tornò già alla ribalta nel maggio del 2017, quando per i festeggiamenti della Madonna dell'Arco nel rione Traiano, la processione religiosa fece un "inchino" davanti alla casa dell'uomo. Inoltre, le forze dell'ordine hanno tolto dalla strada un altro altarino dedicato a Pasquale Vigilia, morto il 18 dicembre 2012, anche lui in un agguato camorristico. Infine, verrà cancellato un murales dedicato a Renato Di Giovanni, anche lui ucciso.