Maria Licciardi
Maria Licciardi

Napoli, 8 agosto 2021 – Coltellate e minacce alla compagna della nipote di Maria Licciardi, accusata da “Lady camorra” di essersi appropriata di 450mila euro ricavati dalla vendita di una villa sul lago di Garda. Prima l'aggressione della donna con due coltellate, poi le violenza verbale per costringerla a lasciare Napoli dopo il recupero dei soldi. È quanto emerge dalle intercettazioni nella casa di Maria Licciardi, la camorrista dell'Alleanza di Secondigliano arrestata ieri dal Ros all'aeroporto di Ciampino mentre stava per volare a Madrid dalla figlia.

Le “cimici” nascoste nella sua abitazione, rivelano una vicenda familiare violenta. In base alle conversazioni registrare dagli investigatori a partire dal 15 marzo scorso, “zia Maria” viene chiamata dal nipote, figlio di un fratello detenuto al 41bis, a dirimere una vicenda familiare piuttosto scabrosa: la compagna di sua sorella, figlia di un esponente di spicco del clan Contini – famiglia legata all'Alleanza di Secondigliano, un potente cartello creato dalle cosche del Napoletano – assassinato in un agguato, approfittando della sua relazione sentimentale si è appropriata di 450mila euro ricavati dalla vendita di una villa di famiglia a Peschiera del Garda, nel Bresciano.

“Attacco i nipoti tuoi dietro alla macchina”

Il giovane, adirato, propone di vendicare l'affronto sfregiandole il viso, ma zia Maria glielo impedisce. Il 24 aprile scorso, secondo le attività di intercettazione dei carabinieri del Ros, coordinate dalla Divisione antimafia di Napoli, Maria Licciardi si fa accompagnare a casa della fidanzata della nipote: prima la accoltella a una gamba e a un braccio, e poi la minaccia pesantemente. “Attacco i nipoti tuoi dietro alla macchina e ti faccio piangere senza mazzate”, le ha urlato per costringerla a riconsegnare alla famiglia l'ingente somma. Non solo. Gli ordini erano precisi: dopo la restituzione del denaro, che doveva avvenire entro il termine di due mesi, la ragazza doveva lasciare Napoli definitivamente. Altrimenti la punizione sarebbe stata inevitabile.

La politica: il sostegno a un candidato alle regionali

Maria Licciardi avrebbe inoltre fornito sostegno elettorale a un politico candidato alle ultime elezioni regionali in Campania del 24 e 25 settembre 2020. A ipotizzarlo sono gli inquirenti del sulla base di una recentissima intercettazione. “È arrivato a 2100... però in tutta la Campania... 2100 voti”, dice un uomo ritenuto legato al clan Mallardo, fedele alleato dei Licciardi, nel corso di un incontro svoltosi il 29 giugno nell'abitazione della boss. “Lady camorra” l'aveva convocato, insieme con suo fratello, per chiedergli spiegazioni: l'esponente dei Mallardo infatti aveva contattato poco prima il politico senza l'assenso preventivo di Maria Licciardi, che invece viene informata direttamente dall'ex candidato.

Dal colloquio si evince che l'uomo del clan alleato, proprio su richiesta di “Lady camorra”, in occasione delle ultime regionali, aveva fornito il suo apporto al politico che però non era riuscito ad essere eletto. E di questo la Licciardi è amareggiata. L'interlocutore prova a giustificarsi: “...qualcosa gliel'ho fatto prendere laggiù... mi sono impegnato... mò a prescindere che non è salito (non è stato eletto, ndr)...”. E Maria Licciardi risponde: “No! Ci volevano 2500... e loro non sono arrivati nemmeno a ... erano 900”. Quanto al recente contatto con il politico, l'esponente del clan Mallardo spiega alla boss che era suo intento avvisarlo affinché non avesse nulla a che fare con un imprenditore di Castel Volturno, dell'Ecoparco del Mediterraneo (oasi naturale, tra i più grandi parchi a vocazione turistico-sportiva in Italia esteso su 60 ettari, ndr) ritenuto legato alla fazione Schiavone del clan dei Casalesi.

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