Gaetano Manfredi
Gaetano Manfredi

Napoli, 12 ottobre 2021 – È iniziato il conto alla rovescia, lunedì il neo eletto Gaetano Manfredi verrà proclamato sindaco. La proclamazione si terrà alle 12 alla Corte d'Appello di Napoli , nella stessa giornata si terrà un simbolico passaggio di consegne tra Manfredi e il sindaco uscente Luigi de Magistris a Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli. Ad allungare i tempi della proclamazione sono state le contestazioni di alcuni verbali stilati nei seggi elettorali, verificate una per una dalla commissione elettorale. 

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Intanto a Napoli la politica continua a tenere i cannoni accesi. “Mentre a livello nazionale dal Pd si scagliano accuse contro le formazioni neo-fasciste dopo i fatti dello scorso sabato a Roma, a Napoli hanno costruito maggioranze tenendo dentro la qualunque e come volevasi dimostrare cominciano a spuntare casi di impresentabili, come il consigliere della VI Municipalità, Vincenzo Sollazzo, che sui social inneggia apertamente a Mussolini e al fascismo". Esponente della destra napoletana, Sollazzo è stato candidato nella Lista Azzurri nella coalizione di Manfredi. Oltre ad avere postato sui social “Giovinezza”, in diverse occasioni ha fatto epslicite allusioni al fascismo con frasi come “auguri camerata” per il compleanno di un amico, oppure condividendo il saluto romano e articoli su MussoliniComunali Napoli, 9 donne su 40 eletti in consiglio. Bassolino, incognita sul ruolo

Sono parole durissime quelle di Alessandra Clemente, l’ex assessora della giunta de Magistris che con l'ultima consultazione ha guadagnato l'accesso in consiglio comunale. "Evidentemente - aggiunge Clemente -, erano fondati i nostri dubbi e anche quelli di chi, come il senatore Sandro Ruotolo e Maurizio de Giovanni, appena un mese fa avevano chiesto che fossero segnati con decisione i confini della coalizione a sostegno di Gaetano Manfredi in un recinto dichiaratamente antifascista. Un appello ignorato se questi sono i primi risultati ad una settimana dalle elezioni. Ancora una volta Manfredi, che si era detto garante del minestrone politico che hanno presentato alle amministrative, prende le distanze da un suo eletto”.

Prima delle elezioni, Manfredi aveva “scaricato” la cantante neo-melodica Tina Sacco – finita sotto i riflettori per avere interpretato canzoni come ‘L’Omertà’, in cui veste i panni di una madre preoccupata per il futuro del figlio malavitoso – e il professore della Federico II, Bruno Amato che avrebbe mandato un messaggio ai colleghi dalla mail istituzionale, chiedendo di indicare il numero di preferenze che avrebbero potuto garantire alle elezioni, allegando i loro dati e posizione accademica. “Prima li candidano e poi li ripudiano", continua l’ex assessora. Per Clemente, "che un'alleanza di cartone formata da 13 liste, nata solo per mettere assieme voti, fosse ingestibile e tenesse dentro tutto e il contrario di tutto" era già noto e ieri "lo ha confermato anche Francesco Boccia (l’ex ministro per gli Affari regionali, in quaota Pd, ndr) che per le prossime elezioni invoca già un modello "con 4/5 liste al massimo. E che siano coerenti". Grazie, ma potevano pensarci prima e non condannare Napoli a diventare una Babele politica".