Lo scrittore Michele Serio, morto a 67 anni
Lo scrittore Michele Serio, morto a 67 anni

Napoli, 24 ottobre 2021 – È morto per complicanze del Covid Michele Serio, lo scrittore e musicista 67enne, ricoverato da qualche giorno nell'ospedale Cotugno di Napoli. A stroncarlo è stata una polmonite, lo scrittore – che pare non avesse voluto vaccinarsi – era positivo al virus. Recentemente aveva pubblicato il suo ultimo libro "Tu di che congiuntivo sei?". Il suo primo successo era stato nel 1997 il romanzo "Pizzeria inferno".

Nato a Napoli nel 1954, Michele Serio ha iniziato la carriera come compositore e interprete di musica pop. Il suo album concept "Amici" contiene "La canzone di Antonella", ancora oggi considerata una melodia di culto. Come commediografo ha scritto numerosi testi interpretati, tra gli altri, dagli attori Rosalia Maggio, Marisa Laurito e Carlo Croccolo. Con "Fiaboplast" ha vinto il Premio Stregatto. Ha scritto sceneggiature cinematografiche per case di produzione americane ed è stato direttore artistico della compagnia teatrale "Nuovo Teatro Sud".

Per il teatro ha messo in scena sette lavori. Napoletano, esordì 30 anni fa con il fantasy “La signora dei lupi”, nel 1994 pubblicò con Baldini e Castoldi il romanzo “Pizzeria Inferno” (riedito nel 2013 da Homo Scrivens) che lo consacrò tra gli scrittori pulp italiani. Un successo seguito due anni dopo da “Nero metropolitano”. Tra le sue opere, “Reporter di strada”, “La dote”, “Napoli corpo a corpo”, “San Gennaro made in China”, “Giù le mani dal Vesuvio” e “365 ma non li dimostra”.

Autentico creativo, attore anche di canzoni pop. Michele Serio è stato tradotto in diverse lingue e pubblicato in Spagna, Francia, Grecia e Germania. Ha lavorato anche per il teatro, per la radio e e la televisione, per cui ha realizzato la trasmissione Jonathan, andata in onda su RaiDue. È stato giornalista, sceneggiatore, attore. Ha pubblicato il suo ultimo libro nel 2020 “E tu di che congiuntivo sei?”, edito da Cento Autori. In un post sulla sua pagina facebook, Maurizio de Giovanni ha così salutato l'amico: “Napoli perde il più visionario, folle e talentuoso degli scrittori”.