Nella foto Maria Licciardi
Nella foto Maria Licciardi

Napoli, 9 agosto 2021 - Si è avvalsa della facoltà di non rispondere, nell'udienza di convalida del fermo, Maria Licciardi, lady camorra, cui all'alba di sabato, nell'aeroporto romano di Ciampino, i carabinieri del Ros hanno notificato un decreto di fermo emesso dalla Procura di Napoli che ipotizza nei suoi confronti i reati (tutti aggravati dalla finalità mafiose) di associazione a delinquere di tipo camorristico, estorsione, ricettazione di denaro di provenienza illecita e turbativa d'asta.

Licciardi, 70 anni, si è collegata alle 10, in video conferenza dalla casa circondariale di Roma-Rebibbia, con l'aula di udienza del gip del Tribunale di Roma. Valerio Savio. Nella precedente inchiesta, nella quale la Dda di Napoli le contestava il medesimo ruolo di vertice nell' «Alleanza di Secondigliano» (per il periodo che va dal 2009 al 2016), l'avvocato Dario Vannetiello del Foro di Napoli ottenne prima l'annullamento della ordinanza di custodia cautelare (mentre lady camorra era latitante) e poi anche l'archiviazione di tutte le accuse. Adesso il pool antimafia, tutto al femminile, della Procura di Napoli, coordinato dal capo dell'ufficio inquirente partenopeo, Giovanni Melillo, le contesta invece il ruolo di vertice (del clan e dell'Alleanza) nel periodo che va dal 2016 a oggi.

Nel corso dell'udienza è stata presentata anche una dichiarazione con la quale l'avvocato Dario Vannetiello ha spiegato i motivi della mancata accettazione dell'incarico di difensore di Maria Licciardi: il penalista, che ha già rinunciato, anche di recente, a numerosissime richieste di assistenza relative a procedimenti di criminalità organizzata pendenti innanzi ai giudici territoriali, sta accettando solo incarichi di difesa dinnanzi ai Supremi Giudici della Corte di Cassazione. La difesa di Maria Licciardi è stata garantita oggi dall'avvocato Eduardo Cardillo. Si attende ora di conoscere la decisione che prenderà il gip.

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Cardillo: “Silenzio? Poco tempo per leggere gli atti”

«Abbiamo scelto di avvalerci della facoltà di non rispondere semplicemente perché non abbiamo avuto tempo sufficiente per leggere il corposo fascicolo che siamo riusciti ad acquisire, con non poche difficoltà, solo nel primo pomeriggio di ieri». Così il penalista Edoardo Cardillo, avvocato difensore di Maria Licciardi, ha spiegato la scelta, condivisa con la sua cliente, di non rispondere alle domande dei giudice per le indagini preliminari di Roma, stamattina, nel corso dell'udienza di convalida svolta in teleconferenza dal carcere di Rebibbia dove «lady camorra» è stata condotta dopo essere stata bloccata dai carabinieri del Ros poco prima che prendesse un volo per recarsi dalla figlia in Spagna. «Ritengo insussistente, quasi una forzatura, il pericolo di fuga - continua l'avvocato Cardillo - basato esclusivamente sulla circostanza che la signora Licciardi non è stata trovata in possesso di un biglietto di ritorno in Italia».