Castello di Cisterna (Napoli), 4 agosto 2021 – Un agguato tra clan per il controllo dello spaccio, due uomini tentano di uccide un rivale con nove colpi di pistola, sparati in un quartiere pieno di gente. Sono stati arrestati per tentato omicidio e porto abusivo di armi comuni da sparo, aggravati dalle modalità mafiose, due vent'enni gravemente indiziati per una sparatoria avvenuta lo scorso 16 maggio a Castello di Cisterna, nel Napoletano. Durante la sparatoria era rimasto gravemente ferito il 21enne Giuseppe Orefice, figlio del 41enne Gennaro Orefice, elemento di spicco del gruppo criminale di Castello di Cisterna.

I due avrebbero esploso nove colpi di pistola in calibro 7,65 in pieno giorno, all'interno di un quartiere densamente popolato di Cisterna. Le indagini, iniziate il giorno dopo, hanno permesso di ricostruire le modalità esecutive dell'agguato, sferrato da affiliati di un clan rivale, il gruppo D'Ambrosio, in lotta con gli Orefice da tempo per il controllo delle piazze di spaccio nel Napoletano. Entrambi i clan hanno base a Cisterna e per questo sono in guerra da tempo. Gli investigatori, inoltre, hanno ricostruito l'accresciuto livello criminale dei giovani indagati – il 23enne Marco D'Ambrosio e il 22enne Luigi Barbareschi – il primo dei quali recentemente diventato esponente di rilievo del panorama criminale, all'indomani dell'arresto del vertice del gruppo D'Ambrosio: il 49enne Giuseppe alias “o' Cacaglio”, padre del 23enne, tratto in arresto nel dicembre 2020 per associazione di tipo mafioso dai militari della Compagni di Castello di Cisterna a seguito di indagini condotte sotto la guida della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.

I carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere - emessa dal Gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia - nei confronti dei due giovani del clan D'Ambrosio, gravemente indiziati, in concorso tra loro, di tentato omicidio e porto abusivo di armi comuni da sparo, aggravati dalle modalità mafiose.