Green pass, foto generica (Ansa)
Green pass, foto generica (Ansa)

Napoli, 15 dicembre 2021 – Violati i sistemi informatici regionali, green pass falsi acquistati da oltre 120 persone, senza tampone e vaccino. Sono 40 le perquisizioni ordinate dai pm di Napoli nell'ambito di una indagine sui green pass falsi, ottenuti attraverso reali canali di accesso alla certificazioni 'rubati' via web alle farmacie. E sono 67 i sequestri preventivi fatti nel corso dell'operazione. Il numero di indagati cresce di ora in ora, sono 87 le persone che rischiano di finire sotto inchiesta. È partita dalla procura di Napoli l’inchiesta che ha portato a perquisizioni in tutta Italia da parte della polizia postale.

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Le certificazioni, radicalmente false, erano in grado di passare i controlli dell'app di verifica, ed erano venduti a persone che non avevano mai ricevuto alcun vaccino nè eseguito alcun tampone.

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Sono state aggirati i presidi di sicurezza informatica dei sistemi sanitari di Campania, Lazio, Puglia, Lombardia, Calabria e Veneto, attraverso intrusioni illegali nei sistemi informatici e sfruttando canali di accesso messi a disposizione delle farmacie. È quanto emerge dalle indagini. Le false certificazioni erano ottenute sfruttando i canali di accesso messi a disposizione delle farmacie per inserire i codici dei tamponi e dei vaccini effettuati e così generare il green pass.

Le credenziali di accesso erano state carpite con la tecnica di phishing. L'email che arrivava alla farmacia, apparentemente arrivata da indirizzi istituzionali del sistema sanitario, chiedeva di collegarsi a un sito web perfettamente identico a quello del sistema sanitario, ma in realtà controllato dall'organizzazione che ha messo in piedi il sistema illegale.

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Cosa è accaduto: come agiva la banda

Al momento sono 120 le persone che hanno acquistato i green pass falsi ottenuti da una organizzazione criminale, scoperta dalla Polizia di Stato, coordinata dal pool cyber crime della Procura di Napoli, violando i sistemi sanitari regionali sfruttando i canali di accesso messi a disposizione delle farmacie per inserire i codici dei tamponi e dei vaccini effettuati.

Gli utilizzatori dei falsi green pass sono stati sinora localizzati nelle province di Napoli, Avellino, Benevento, Caserta, Salerno, Bolzano, Como, Grosseto, Messina, Milano, Monza-Brianza, Reggio Calabria, Roma e Trento, ma sono in corso accertamenti finalizzati a definire il numero reale, che si stima essere assai più ampio, di coloro che si sono rivolti nel tempo all'organizzazione criminale oggetto delle indagini per sfruttarne gli illeciti servizi.

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Le perquisizioni

Le perquisizioni, operate dai vari Reparti della Polizia Postale e delle Comunicazioni interessati sul territorio nazionale, hanno riguardato le 87 persone già sottoposte ad indagini quali ipotetici appartenenti all'associazione criminosa che risulta avere assicurato la regia degli accessi abusivi ai sistemi informatici e delle conseguenti falsificazioni, nonché 67 dei loro clienti.

Con la collaborazione del Ministero della Salute, i falsi green pass individuati sono stati disabilitati, in modo da impedirne ogni ulteriore utilizzo. Le pagine web create a fini criminosi hanno formato oggetto di sequestro preventivo disposto in via d'urgenza dal Pubblico Ministero.