Applausi all'uscita del feretro dalla chiesa
Applausi all'uscita del feretro dalla chiesa

Napoli, 22 settembre 2021 – "Mancherà un pezzo di cuore”. Sono le parole scritte sulle magliette bianche indossate ai funerali del piccolo Samuele, il bambino di 4 anni rimasto ucciso dopo un volo di alcuni metri dal balcone di casa. È stata una mattina di grande dolore e di emozioni, iniziata alle 12 con l’ingresso del feretro nella chiesa di Santa Maria degli Angeli alle Croci. Una piccola bara bianca, un pallone da calcio e una maglietta del Napoli hanno accompagnato Samuele nel suo ultimo viaggio terreno. E tutto intorno, fiori e centinaia di persone arrivate da tutto il quartiere per dare l’ultimo saluto al bambino, fatto cadere nel vuoto dal terzio piano di un palazzo in via Foria, nel centro di Napoli, dal domestico di casa Gargiulo, il 38enne Mariano Cannio, accusato di omicidio.

Ad officiare il rito è stato l’arcivescovo Mimmo Battaglia, commosso nel leggere una sua lettera dedicata alla vittima di un gesto estremo, impossibile da comprendere. “Solo tu puoi parlare Samuele, solo tu hai il diritto di farlo. Ho scritto una lettera, piccolo principe. Proviamo a chiedere a te una mano per vivere in questo deserto e per capire come dobbiamo vivere senza di te. Ho sognato che disegnavi il mare e le onde. Fallo per noi, mostraci la via". Parole dense, seguite da un lungo applauso dei presenti. In via Foria, il luogo dove è avvenuta la morte di Samuele, i negozianti hanno esposto fuori dal loro esercizio commerciale palloncini bianchi, gli stessi che sono stati sistemati all'esterno della chiesa da alcuni conoscenti e poi fatti volare all'uscita del feretro.

L'esterno della chiesa

La famiglia: “Cannio non aveva mai dato segni di squilibrio”

Nei prossimi giorni verrà effettuata la perizia psichiatrica sul 38enne Mariano Cannio, ora in carcere con l’accusa di omicidio, il domestico della famiglia che ha ammesso le sue responsabilità, raccontando di averlo preso in braccio e di averlo lasciato cadere “per un giramento di testa”. Gli psichiatri dovranno valutare le sue condizioni di salute e lo stato mentale al momento dell'omicidio.

"La famiglia non cerca né vendetta, né soluzioni catastrofiche nei confronti di Mariano Cannio. La famiglia aspetta solo la verità e attende di capire perché sia successo”. A dirlo è Domenico De Rosa, avvocato dei Gargiulo, i genitori del piccolo Samuele “Sulla base di quello che mi è stato
riferito, Cannio non aveva mai dato segni di squilibrio mentale. Era una persona tranquilla, anzi godeva della loro fiducia perché era una persona che dava un senso di tranquillità. La famiglia non aveva alcuna contezza di segni di schizofrenia”, continua il legale. “La riservatezza e la tranquillità che dimostrava erano un motivo in più per continuare a trattarlo in quel modo – evidenzia l'avvocato – Mariano Cannio risultava una persona tranquilla a cui affidare le pulizie in presenza di una signora in stato di gravidanza". La mamma di Samuele, che al momento della caduta si trovava in casa, è all’ottavo mese di gravidanza.

Cannio lavorava anche per altri familiari dei Gaurgiulo. “Mi risulta che Mariano Cannio da anni si dedicava a lavori di carattere domestico – ricorda De Rosa – non solo presso la famiglia, ma anche presso altri parenti. Questo non avveniva da sei mesi o sei ore, ma da anni. Cannio era una persona che chiedeva spesso, avendo bisogno di sostentamento di carattere economico, di andare a svolgere queste attività domestiche presso l'abitazione dei vari componenti della famiglia. Nel caso specifico, la mamma incinta all'ottavo mese mai come in questo momento aveva bisogno di un aiuto di carattere domestico”, conclude l'avvocato.

Il video choc sulla tragedia: “Non sappiamo come sia circolato un rete”

"Non sappiamo come quel video sia circolato in rete, ma comunque si tratta di un video completamente scollegato rispetto a quanto è successo". Lo ha chiarito l'avvocato Domenico De Rosa, parlando di un video diffuso su alcuni social network nei giorni immediatamente successivi alla tragedia e nel quale si vedeva il bimbo dire a qualcuno “Ti butto giù”. Quel video, ha sottolineato l'avvocato, “va contestualizzato perché non è neanche un video attuale. Risale perlomeno a due anni fa e, per quel che mi è stato detto, è completamente scollegato a quanto è successo. Sono meccanismi mentali di chi associa quel video alla tragedia a far ipotizzare le cose più incredibili, e questo - ha concluso - è un altro timore della famiglia".