4 apr 2022

Camorra, figlio del boss di Ponticelli ucciso davanti compagna incinta: sei fermi

La vittima Carmine D'Onofrio, 23 anni,  aveva fatto la comparsa in Gomorra. Ucciso per aver partecipato a un attentato 

Carabinieri sul luogo dell'omicidio di Carmine D'Onofrio a Ponticelli
Carabinieri sul luogo dell'omicidio di Carmine D'Onofrio a Ponticelli

Napoli, 4 aprile 2022 - Carmine D'Onofrio, 23 anni, figlio di Giuseppe De Luca Bossa, quest'ultimo fratello di Antonio De Luca Bossa, detto "Tonino ò sicco", ergastolano ed elemento di vertice dell'omonimo clan di Ponticelli, a  Napoli, aveva anche fatto la comparsa in un episodio di "Gomorra" e prima di avvicinarsi alla famiglia del padre aveva la passione del teatro. Ad accertarlo sono stati i carabinieri, che hanno condotto le indagini insieme con la Squadra Mobile della Questura di  Napoli. 

Ucciso davanti alla compagna incinta

Sei i fermi della polizia di Napoli, coordinata dalla Dda, per il suo omicidio. D'Onofrio fu ucciso il 6 ottobre scorso, all'altezza del civico 51 di via Luigi Crisconio nel quartiere di Ponticelli, in presenza della compagna, una ragazza di 20 anni in attesa di un figlio. Tra le persone sottoposte a fermo dagli agenti figura anche il boss Marco De Micco, considerato elemento di spicco dell'omonimo clan e regista della nuova faida tra vecchi e nuovi ras dell'area orientale. Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, sarebbe stato lui a decidere quell'omicidio ritenendo che D'Onofrio avesse preso parte a un attentato ai suoi danni, avvenuto alcuni giorni prima dell'omicidio, una bomba che distrussee anche alcune auto parcheggiate davanti la sua abitazione. 

Picchiato il complice per farlo parlare

Una convinzione del boss dopo avere preso e fatto picchiare, per costringerlo a parlare, un uomo ritenuto legato a De Luca Bossa che avrebbe pronunciato solo il nome di battesimo dell'autore dell'atto intimidatorio coincidente con quello del figlio del boss. Dell'omicidio rispondono, oltre che al capoclan De Micco, anche Giovanni Palumbo, Ciro Ricci, Ferdinando Viscovo, Salvatore Alfuso e Giuseppe Russo. Non sono però stati individuati gli esecutori materiali. Marco De Micco, Maddalena Cadavero, Giovanni Palumbo e Ciro Ricci devono poi rispondere anche del sequestro di Giovanni Mignano, rapito affinchè rivelasse alla cosca il nome dell'uomo che il 28 settembre scorso aveva piazzato un ordigno davanti casa del boss De Micco, in via Piscettaro. 
 

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