Nella foto Federica Pellegrini con le operatrici di Casa Fiorinda e l’assessora Chiodo
Nella foto Federica Pellegrini con le operatrici di Casa Fiorinda e l’assessora Chiodo

Napoli, 25 settembre 2021 - Prosegue l'attività sociale degli atleti dell'International Swimming League in corso alla piscina Scandone di Fuorigrotta. Visita a sorpresa di Federica Pellegrini a Casa Fiorinda a Napoli. L'atleta azzurra ha trascorso una serata in compagnia delle ospiti della casa per donne maltrattate Fiorinda. Un luogo fisico di accoglienza e solidarietà dove poter sperimentare, attraverso la relazione tra donne, che uscire dalla violenza è possibile. Dove le violenze più indicibili possono trovare ascolto, un luogo dove le parole possono trasformarsi in progetti e in azioni per ricostruire una vita libera dalla violenza. Un'ora in cui Federica Pellegrini ha chiesto la storia delle ragazze, dei bambini, il percorso che le ha portate alla denuncia e allo stesso modo i timori che hanno nel tornare semplicemente a passeggiare. Tutte insieme sedute in cerchio. Donne che hanno parlato a donne raccontando le loro paure, le loro speranze, i loro percorsi come amiche di sempre. "Grazie a Casa Fiorinda e a tutte le operatrici che danno pieno sostegno a donne coraggiose (per ovvie ragioni di sicurezza qui nella foto sono presenti solo le operatrici e l’assessora ma non le ragazza della #casaprotetta)" ha scritto su Instagram la Pellegrini che ha visitato la Casa con l'assessora alle Politiche sociali del Comune di Napoli, Donatella Chiodo.

“Come ci si sente se proprio l’uomo che hai scelto di amare e dal quale hai pensato di essere amata piano piano ti svilisce e ti umilia e isolandosi ti priva di ogni legame e relazione alternativa che potrebbe restituire dignità e valore all’immagine di te? - le parole dell’assessora a margine dell’incontro - Così inizia la storia di molte donne. Questi i racconti che ho ascoltato nel ‘cerchio’. Queste donne e il loro coraggio di dire “basta”, affrontano un percorso difficile ma necessario per se stesse e per i loro figli. La violenza sulle donne non ha confini, colore e classe”.