La senatrice Liliana Segre
La senatrice Liliana Segre

Napoli, 21 Maggio 2021 - E' iniziata alle 15 all'interno del Municipio di Ercolano, la cerimonia per il conferimento della cittadinanza onoraria della città alla senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta al campo di sterminio di Auschwitz. Consegnate le chiavi della città e la pergamena al delegato della senatrice Emanuele Fiano: "La memoria è il miglior antidoto contro il male''.

Il sindaco Bonajuto: "Una donna che ha sofferto tanto"

Il sindaco Ciro Buonajuto ha parlato del grande impegno della senatrice all'interno delle scuole: ''La consegna delle chiavi della città alla Segre vuol essere il giusto riconoscimento non solo a una donna che ha sofferto ma anche e soprattutto a una donna che ha dimostrato durante la sua vita, grande generosità. Perchè andare nelle scuole a parlare del proprio dolore e rinnovarlo, significa essere generosi''.

Alla cerimonia, introdotta dal presidente del Consiglio Comunale Luigi Simeone, erano presenti anche il sottosegretario al Ministero dell'Interno, Ivan Scalfarotto, il procuratore di Napoli Giovanni Melillo, Sandro Temin, rappresentante della comunità ebraica di Napoli, il prefetto di Napoli, Marco Valentini, il comandante provinciale dei Carabinieri Canio Giuseppe La Gala, i rappresentanti delle forze dell'ordine, dell'associazionismo e dalla cultura, amministratori comunali.

Fiano: "Persone discriminate per la sola colpa di essere nate"

Il deputato Pd Emanuele Fiano, durante la cerimonia è intervenuto ricordando l'importanza di non ripetere gli sbagli del passato: ''E' importante che nelle istituzioni vi siano momenti in cui ricordiamo quel pezzo della storia del nostro Paese perché se dimenticassimo che c'è stata un'età in questo Paese tra le leggi razziali del 1938 e la fine della guerra del '45, nella quale persone furono discriminate per la sola colpa di essere nate, come avvenne per la Segre, noi rischieremmo di ripetere la storia". 

Scalfarotto: "Non dobbiamo perdere la memoria"

A parlare della Segre, anche il sottosegretario al Ministero dell'Interno, Ivan Scalfarotto: ''La sua stessa vita è stata la testimonianza di una fase terribile della nostra storia recente. Una storia di cui rischiamo di perdere la memoria e questo dobbiamo a tutti i costi evitarlo perché ciò significa correre il rischio di ripetere gli stessi errori del passato''.

Scalfarotto ha visitato in mattinata Piazza Barbaro in ricordo di Salvatore Barbaro, vittima di una Ercolano a quel tempo ostaggio della camorra. ''Il luogo in cui Salvatore perse la vita, oggi è una passeggiata archeologica con vista sugli Scavi, un segnale che il sindaco Ciro Buonajuto ha voluto dare alla città, alla cultura e alla legalità. Dove prima prosperava la camorra, ci sarà solo spazio per la bellezza dei turisti, dei giovani e della vita'' ha concluso il sottosegretario che ha terminato la sua visita a Radio Siani in un bene confiscato.

"L'etica è un gesto politico"

A margine della cerimonia, il prefetto di Napoli, Marco Valentini, ha rilevato: ''Il valore della memoria ha un grande significato etico e nella nostra società odierna l'etica è molto importante. L'etica è anche un grande gesto politico, nel senso di polis, comunità. Complimenti alla città di Ercolano che ha saputo fare questo gesto di politica, di etica e di memoria''.